STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE BERTAGGIA
Modalità recupero crediti estero
Documenti, verifiche, diffida e azione giudiziale: come si organizza una pratica quando il debitore si trova in un altro Paese.
Prepara la tua pratica →Un percorso operativo per imprese e privati, da definire sulla singola posizione.

DAL PRIMO ESAME ALLA SCELTA DELL’AZIONE
Quattro passaggi, una valutazione continua
Ogni fase serve a decidere il passo successivo. Il lavoro parte dalla documentazione e dalle informazioni sul debitore; l’eventuale causa si valuta in relazione a prove, costi e possibilità concrete di esecuzione.
Verificare il debitore
Esaminare identità, sede e informazioni sulla solvibilità.
Leggi il passaggio →Inviare la diffida
Formulare la richiesta e valutare risposte e proposte di pagamento.
Leggi il passaggio →Decidere se agire
Confrontare percorso giudiziale, costi ed eventuale esecuzione.
Leggi il passaggio →IL METODO OPERATIVO
Cosa avviene nelle diverse fasi
1. Esame del credito e del contratto
Si raccolgono i documenti che spiegano da dove nasce il credito, quanto è dovuto e quando il pagamento è scaduto. Contratto e condizioni generali vanno esaminati anche per le clausole sulla legge applicabile, sul giudice competente e sull’eventuale arbitrato. Occorre segnalare subito contestazioni, procedimenti già avviati e scadenze imminenti. Lo Studio presta assistenza anche nella predisposizione della contrattualistica preventiva.
2. Informazioni commerciali e solvibilità
Le informazioni disponibili sul debitore aiutano a valutare l’utilità dell’iniziativa. La collaborazione indicata dallo Studio con Europol Srl per le informazioni commerciali estere rientra in questa fase. Accertamenti, disponibilità dei dati e costi dipendono dal Paese. Un rapporto informativo orienta la decisione, ma non garantisce il recupero.
3. Mandato, diffida e contatto con il debitore
Dopo il conferimento dell’incarico, il professionista competente può inviare una richiesta formale nella lingua appropriata. Scaduto il termine indicato, il successivo contatto può chiarire ritardi, contestazioni o disponibilità a un accordo. Il termine della diffida va stabilito in base al caso e alle regole applicabili: quindici giorni non sono una scadenza universale per tutti i Paesi.
4. Valutare una proposta di pagamento
Un pagamento rateale o una transazione devono essere esaminati insieme alle condizioni offerte e alle conseguenze di un nuovo inadempimento. Prima di accettare, si chiariscono somme, scadenze, eventuali garanzie e costi. Se non emerge una soluzione utile, si rivaluta la convenienza dell’azione giudiziale alla luce delle informazioni raccolte.
5. Scegliere il procedimento e ottenere un titolo
I legali competenti valutano dove e con quale procedimento agire. Un decreto ingiuntivo italiano non è automaticamente il rimedio appropriato per ogni debitore estero. Si esaminano giurisdizione, legge applicabile, notifiche e prove; per l’esecuzione occorre un titolo utilizzabile nel Paese interessato. Fuori dall’UE vanno verificate norme locali ed eventuali convenzioni.
Ingiunzione europea: la sequenza essenziale
Nelle controversie transfrontaliere che rientrano nel suo ambito, la procedura europea di ingiunzione di pagamento utilizza formulari standard. Dopo la notifica, il debitore dispone di 30 giorni per proporre opposizione. L’opposizione può condurre al seguito del giudizio secondo le opzioni applicabili; in assenza di opposizione, il provvedimento può essere dichiarato esecutivo. I tempi del procedimento non equivalgono ai tempi di incasso. Fonte istituzionale: portale europeo e-Justice →
6. Dalla decisione all’esecuzione sui beni
Se il debitore non paga, il titolo deve essere azionato secondo le regole applicabili all’esecuzione. Disponibilità e aggredibilità dei beni, diritti di altri creditori e costi incidono sul risultato. In ambito UE, quando ne ricorrono i presupposti, l’ordinanza europea di sequestro conservativo può vincolare fondi bancari: è una tutela cautelare e non un pagamento automatico; la Danimarca è esclusa. Fonte istituzionale: Your Europe →
Come seguire l’andamento della pratica
Lo Studio prevede l’aggiornamento del cliente attraverso i propri gestionali. Modalità di accesso, comunicazioni e referenti vengono chiariti al conferimento dell’incarico. Le decisioni sulle iniziative successive si assumono sulla base dello stato della pratica e del confronto con i professionisti coinvolti.
COSA PREPARARE
La documentazione per il primo esame
- Fatture scadute ed eventuale estratto conto del debitore.
- Ordine di acquisto, contratto e condizioni generali.
- Lettere di vettura, bolle di consegna e prove delle prestazioni.
- Solleciti precedenti e corrispondenza con il debitore.
- Identità e sede del debitore, contestazioni ed eventuali procedimenti.
Indica importo, valuta, Paese e scadenze. Concorda con lo Studio le modalità di trasmissione e le traduzioni eventualmente necessarie.
PRIMA DI CONFERIRE IL MANDATO
Costi, incarico e decisioni da condividere
L’incarico è formalizzato per iscritto. La modalità descritta dallo Studio per la fase stragiudiziale comprende una quota iniziale di rimborso spese, variabile secondo il Paese, e una percentuale sulle somme recuperate. Per la fase giudiziale si considerano le tariffe e i costi applicabili nella giurisdizione interessata. Importi, attività comprese e condizioni devono risultare dall’accordo relativo alla pratica.
Prima della diffida
Chiarire documenti disponibili, costi iniziali, attività del legale e modalità di aggiornamento.
Prima della causa
Confrontare costi prevedibili, contestazioni, patrimonio individuato e possibilità di esecuzione.
Non esiste una percentuale di successo garantita. La presenza di beni e una decisione favorevole non assicurano, da sole, l’incasso.
Coordinamento con i professionisti esteri
Lo Studio si avvale di avvocati fiduciari per le attività di rispettiva competenza. Nella rete indicata figurano Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Kenya, Iran, Madagascar, Malta, Perù, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Repubblica Dominicana, USA, Repubblica Ceca e Polonia. Per le altre giurisdizioni si valuta il coinvolgimento dei professionisti di riferimento.
Disponibilità, limiti applicabili e operatività devono essere confermati sul singolo incarico.

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE
Avv. Daniele Bertaggia
Fondatore e Managing Partner.
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Il servizio di recupero crediti all’estero →
Decreto ingiuntivo europeo →
IL PRIMO CONFRONTO
Valutiamo i prossimi passi
Il servizio è rivolto a imprese e privati con crediti verso debitori esteri. Il primo confronto può avvenire anche in videoconsulenza.
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