STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE

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Come trasferirsi in Cile e prendere la residenza fiscale cilena

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DANIELE BERTAGGIA | Avvocato Cassazionista e Titolare

Di cosa parliamo

Il trasferimento e la decisione di vivere in Cile sono operazioni disciplinate, sul piano cileno, dalla Ley sobre Impuesto a la Renta (LIR, Legge sull’imposta sui redditi) e dalla Ley de Migración y Extranjería n. 21.325 del 2021 in materia di immigrazione. Sul piano italiano, il trasferimento ricade nella disciplina dell’art. 2 TUIR (riformato dal D.Lgs. 209/2023). Va premesso un dato rilevante e favorevole: fra Italia e Cile è in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni (firmata a Santiago il 23 ottobre 2015, ratificata con L. 212/2016, in vigore dal 20 dicembre 2016), conforme al modello OCSE.

Il Cile va inquadrato in modo diverso rispetto ad altre giurisdizioni latinoamericane. Non è normalmente la prima scelta di chi cerca la fiscalità più bassa in assoluto, ma è una delle opzioni più credibili per chi attribuisce valore a stabilità istituzionale, tutela dell’investimento, reputazione internazionale e accesso ordinato ai mercati latinoamericani. Questo approfondimento fornisce un quadro informativo sui vantaggi del Cile, sul regime di esenzione triennale per i nuovi residenti, sulla procedura di ottenimento della residenza e sui rischi specifici per chi decide di trasferirsi in Cile mantenendo legami con l’Italia.

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Perché vivere in Cile: Stabilità e Tasse

Il Cile si distingue, nel panorama latinoamericano, per un profilo di qualità istituzionale che lo rende una piattaforma seria per investimenti produttivi, energia, servizi, infrastrutture e progetti con orizzonte di medio-lungo periodo. Per chi valuta di emigrare in Cile, il vantaggio non risiede tanto nel risparmio fiscale assoluto, quanto nella combinazione tra certezza giuridica, apertura ai capitali e prevedibilità del quadro normativo.

I fattori di attrattività istituzionale

AspettoPerché conta per l’investitore internazionale
Stabilità istituzionaleRiduce il rischio percepito nelle operazioni di investimento e nella pianificazione di medio periodo.
Protezione degli investimenti esteriIl quadro normativo cileno resta favorevole all’investitore estero e alla piena partecipazione societaria.
Mercato e reputazioneIl Cile mantiene un’immagine internazionale più “istituzionale” rispetto a molte giurisdizioni emergenti.
Pianificazione fiscaleVa letta in ottica industriale e patrimoniale, non come semplice arbitraggio di aliquote.

Il Cile resta inoltre osservato per il buon livello di attrazione degli investimenti esteri e per le iniziative volte a rendere più rapidi alcuni processi autorizzativi per i progetti di investimento. Questo rafforza il suo posizionamento come porta d’ingresso “ordinata” all’America Latina per imprese e investitori che privilegiano affidabilità e reputazione.

Il quadro fiscale cileno

Sul piano fiscale, il Cile applica ai residenti il principio della worldwide taxation (tassazione del reddito mondiale), con la rilevante eccezione del regime triennale per i nuovi residenti (descritto di seguito). Le principali caratteristiche del sistema sono:

  • Imposta sul reddito delle persone fisiche: progressiva, con aliquote dallo 0% fino a un’aliquota marginale massima di circa il 35,5% (Impuesto Global Complementario).
  • Imposta sul reddito delle società: aliquota ordinaria del 27% (regime semi-integrato); sono allo studio riforme di riduzione dell’aliquota societaria.
  • IVA (IVA): aliquota ordinaria del 19%, con alcune esenzioni e regimi specifici.
  • Imposta sugli immobili: imposta territoriale annua (contribuciones), con aliquote che variano per tipologia di immobile.
  • Imposta di successione: il Cile applica un’imposta di successione e donazione progressiva.
  • Imposta patrimoniale generale: non prevista in via generale (esiste un’imposta annua su beni di lusso di valore elevato, quali aeromobili, imbarcazioni e veicoli sopra determinate soglie).

Esenzione fiscale per i primi 3 anni

L’elemento fiscale più rilevante per chi valuta di andare a vivere in Cile è il regime di esenzione previsto dalla Ley sobre Impuesto a la Renta per i nuovi residenti stranieri. Ai sensi della normativa cilena, lo straniero che acquisisce la residenza fiscale in Cile è tassato, per i primi tre anni dalla data di ingresso, esclusivamente sui redditi di fonte cilena (Chilean-source income). I redditi di fonte estera – stipendi pagati all’estero, locazioni di immobili esteri, rendite finanziarie estere – restano fuori dall’ambito di imposizione cilena durante questo periodo iniziale.

Estensione fino a sei anni

Al termine del triennio, il residente straniero può presentare al Servicio de Impuestos Internos (SII, l’autorità fiscale cilena) una richiesta di estensione del regime per ulteriori tre anni. L’estensione è frequentemente concessa, pur non essendo automatica. Il periodo massimo complessivo di esenzione sui redditi esteri è quindi di sei anni, trascorsi i quali il residente transita al regime ordinario di tassazione sul reddito mondiale.

Profilo di interesse

Il regime è di particolare interesse per soggetti con redditi prevalentemente esteri (manager internazionali, imprenditori, professionisti, soggetti con patrimoni finanziari produttivi di rendita) che intendano stabilirsi in Cile mantenendo, almeno in una fase iniziale, le proprie fonti di reddito all’estero. Va sottolineato che il regime riguarda i redditi di fonte estera: i redditi di fonte cilena (per esempio quelli prodotti da un’attività avviata localmente) sono tassati ordinariamente sin dal primo anno.

Trattamento delle pensioni estere

Per i pensionati, va segnalato che le pensioni di fonte estera percepite dai residenti sono, in linea generale, non assoggettate all’imposta sul reddito cilena, secondo le regole interne e in coerenza con la maggior parte dei trattati. Il trattamento specifico della pensione italiana va comunque verificato alla luce della Convenzione Italia–Cile (articoli sui redditi da pensione), distinguendo fra pensioni private e pensioni pubbliche.

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Come prendere la residenza fiscale in Cile: documenti e requisiti

Il percorso per trasferirsi in Cile richiede di distinguere due piani: la residenza migratoria (il titolo di soggiorno, gestito dal Servicio Nacional de Migraciones) e la residenza fiscale (lo status tributario, che dipende dalla permanenza fisica). I due piani non coincidono e vanno gestiti separatamente.

Il sistema migratorio: la Legge 21.325 del 2021

La Ley de Migración y Extranjería n. 21.325 (2021) ha riformato il sistema migratorio cileno, introducendo un unico Permesso di Residenza Temporanea (Residencia Temporal) articolato in numerose sottocategorie. Le domande si presentano dall’estero, attraverso il portale digitale del Servicio Nacional de Migraciones, prima dell’ingresso in Cile: la riforma del 2022 ha eliminato la possibilità di modificare lo status migratorio mentre si è nel Paese con visto turistico.

Le sottocategorie più rilevanti per i soggetti internazionalmente mobili sono tre:

  1. Visto per pensionati (Jubilado): destinato a chi percepisce una pensione dal proprio Paese di origine (pubblica o privata). Il Cile non pubblica una soglia minima fissa, ma nella prassi è richiesta la dimostrazione di un reddito pensionistico di circa USD 1.000–1.500 mensili per il richiedente principale.
  2. Visto per redditi passivi (Rentista): destinato a chi dispone di un reddito stabile da fonti passive (rendite finanziarie, dividendi, locazioni). Nella prassi è richiesta la dimostrazione di circa USD 1.500 mensili. Il reddito da lavoro freelance o da remoto non è di regola qualificato come reddito passivo.
  3. Visto per investitori (Inversionista): destinato a chi effettua un investimento in attività produttive. La soglia è di USD 500.000 in beni o servizi produttivi; il solo acquisto immobiliare non è di regola sufficiente a qualificare l’investimento.

Le sottocategorie Jubilado e Rentista, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, non limitano di regola la possibilità di lavorare o avviare attività in Cile. Il regime consente l’inclusione del nucleo familiare, con un requisito di reddito aggiuntivo di circa USD 500 mensili per ciascun familiare a carico.

Residenza fiscale in Cile: Documentazione necessaria

La documentazione richiesta deve essere apostillata (Convenzione dell’Aja del 1961) e, se non in spagnolo o inglese, tradotta da traduttore giurato. Tipicamente comprende:

  • passaporto in corso di validità;
  • certificato del casellario giudiziale del Paese di origine (e di ogni Paese di residenza superiore a cinque anni), apostillato;
  • documentazione specifica del visto richiesto (certificazione di pensione per il Jubilado; prova del reddito passivo per il Rentista; documentazione dell’investimento per l’Inversionista);
  • certificato di nascita e di matrimonio per richieste familiari;
  • documentazione attestante la copertura sanitaria (accesso ai sistemi FONASA pubblico o ISAPRE privato);
  • fotografie formato passaporto e moduli di domanda.

Dal permesso temporaneo alla residenza permanente

Il Permesso di Residenza Temporanea ha durata fino a due anni, rinnovabile. Decorso il periodo previsto (di regola 12-24 mesi, in funzione della sottocategoria), è possibile richiedere la residenza permanente (Permanencia Definitiva). Per il mantenimento della residenza temporanea è richiesta una presenza fisica minima annuale; assenze prolungate possono ritardare l’accesso alla residenza permanente. La cittadinanza cilena può essere valutata, di regola, dopo cinque anni di residenza.

La residenza fiscale: la regola dei 183 giorni

È essenziale non confondere la residenza migratoria con la residenza fiscale. Ai sensi della Ley sobre Impuesto a la Renta (come modificata dalla Legge n. 21.210/2020), una persona è considerata fiscalmente residente in Cile quando: permane sul territorio per più di 183 giorni, in modo continuativo o frazionato, nell’arco di un periodo qualsiasi di dodici mesi; oppure stabilisce in Cile il proprio domicilio (la dimora permanente e il centro degli interessi economici). Il criterio dei 183 giorni è un test oggettivo; il domicilio può essere acquisito anche dal primo giorno di ingresso, se sussistono i presupposti.

La dichiarazione dei redditi cilena (Operación Renta) si presenta ad aprile di ciascun anno tramite il Formulario 22, con riferimento ai redditi dell’anno solare precedente. Il residente fiscale può richiedere al SII il certificato di residenza fiscale, utile per l’attivazione della Convenzione Italia–Cile.

Adempimenti italiani: l’iscrizione all’AIRE

Per i cittadini italiani, il trasferimento della residenza non recide automaticamente i legami con l’Agenzia delle Entrate. È necessario iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) tramite il portale FAST IT, indirizzando la domanda all’Ambasciata d’Italia a Santiago, entro 90 giorni dal trasferimento della dimora abituale (L. 470/1988). A partire dal 1° gennaio 2024, l’omessa iscrizione nei termini comporta sanzioni amministrative da € 200 a € 1.000 per ciascun anno, fino a un massimo di cinque anni. L’iscrizione AIRE è condizione necessaria ma non sufficiente per il riconoscimento della residenza fiscale estera ai sensi dell’art. 2 TUIR.

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I rischi della residenza Cilena

Pur trattandosi di una giurisdizione di qualità istituzionale e in presenza di una convenzione contro le doppie imposizioni con l’Italia, il trasferimento della residenza in Cile presenta specifici profili di rischio che è opportuno valutare preliminarmente. La conoscenza preventiva di tali profili è il presupposto di una pianificazione difendibile.

Rischio di esterovestizione personale

È il rischio principale. Si configura quando il soggetto formalmente trasferito (iscritto all’AIRE, titolare di residenza cilena) mantenga in realtà in Italia il centro delle relazioni personali, familiari o professionali, in modo da risultare ancora qualificabile come residente fiscale italiano ai sensi dell’art. 2 TUIR (riformato dal D.Lgs. 209/2023). Le conseguenze in caso di contestazione sono: recupero delle imposte non versate in Italia, sanzioni amministrative dal 90% al 240% (D.Lgs. 471/1997) e – al superamento delle soglie – profili penali ai sensi degli artt. 4 e 5 D.Lgs. 74/2000.

Rischio legato alla distanza geografica

Il Cile è geograficamente molto distante dall’Italia (oltre 11.000 km). Da un lato, ciò riduce il rischio di rientri frequenti che possano configurare il mantenimento del centro vitale in Italia; dall’altro, la distanza comporta oneri logistici, costi di trasferimento e di gestione dei rapporti residui in Italia significativi, che vanno considerati nella pianificazione complessiva del trasferimento.

Rischio di insufficienza dell’iscrizione AIRE

Dopo la riforma del D.Lgs. 209/2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024), l’iscrizione all’AIRE opera come presunzione relativa – e non più assoluta – di non residenza in Italia. La sola iscrizione AIRE non basta a dimostrare il trasferimento sostanziale: occorre il distacco effettivo del centro di interessi personali e familiari (la nuova nozione tributaria autonoma di domicilio centrata sulle relazioni personali e familiari).

Rischio di gestione del regime triennale

Il regime di esenzione triennale sui redditi esteri è uno strumento di pianificazione potente, ma a termine: alla scadenza (3 anni, estendibili a 6) il residente transita alla worldwide taxation cilena. Una pianificazione che non tenga conto dell’orizzonte temporale del regime e della sua scadenza espone a un significativo incremento del carico fiscale nel medio periodo. L’estensione, inoltre, non è automatica e dipende dalla decisione del SII.

Rischio di applicazione della disciplina CFC

Il Cile applica una disciplina sulle Controlled Foreign Companies (CFC): i contribuenti residenti devono includere nel proprio reddito imponibile determinati redditi passivi prodotti da società estere controllate (partecipazione pari o superiore al 50% del capitale, degli utili o dei diritti di voto), a prescindere dall’effettiva distribuzione. Per chi mantiene partecipazioni in società estere, la disciplina richiede un’analisi attenta, anche in combinazione con la disciplina CFC italiana ex art. 167 TUIR.

Rischio di doppia imposizione e ruolo della Convenzione

La presenza della Convenzione Italia–Cile (L. 212/2016) costituisce un elemento di tutela: in caso di doppia residenza, i criteri tie-breaker dell’art. 4 individuano un solo Stato di residenza ai fini convenzionali; per i redditi tassati in entrambi gli Stati opera il credito d’imposta. Tuttavia, l’applicazione della Convenzione presuppone una residenza fiscale effettiva e dimostrabile, e – nei casi complessi – l’attivazione della procedura amichevole, con tempi che possono risultare significativi.

Rischio di esterovestizione societaria

Per chi accompagna il trasferimento personale alla costituzione di società cilene, si aggiunge il rischio di esterovestizione societaria ex art. 73, comma 5-bis TUIR: la società può essere considerata fiscalmente residente in Italia se la sua sede effettiva di amministrazione si trova sul territorio italiano, anche se formalmente registrata in Cile. La sostanza economica reale sul territorio cileno è condizione essenziale.

Rischio di scambio automatico di informazioni

Il Cile aderisce al Common Reporting Standard (CRS): le informazioni sui conti detenuti da soggetti non residenti sono trasmesse annualmente alle autorità fiscali del Paese di residenza. Un trasferimento incompleto, in cui il soggetto resti residente fiscale italiano, è destinato a emergere in sede di controllo dell’Agenzia delle Entrate italiana attraverso i flussi CRS.

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L’approccio dello Studio al trasferimento di residenza in Cile

Lo Studio Legale Internazionale Bertaggia opera in materia di trasferimento di residenza in Cile coordinando i piani giuridici italiano e cileno in un percorso unitario, con particolare attenzione alla corretta gestione del regime di esenzione triennale e dell’applicazione della Convenzione Italia–Cile. L’assistenza tipica si articola nelle seguenti fasi:

  • Analisi preliminare: valutazione della situazione personale, professionale e patrimoniale del cliente; selezione della tipologia di residenza più adeguata (Jubilado, Rentista, Inversionista); pianificazione dell’orizzonte temporale del regime di esenzione triennale.
  • Coordinamento Italia–Cile: rapporto con corrispondenti cileni (avvocati, commercialisti, notai) per il deposito della domanda di residenza sul portale del Servicio Nacional de Migraciones, la gestione delle apostille e traduzioni giurate, l’apertura del conto bancario locale.
  • Predisposizione del fascicolo probatorio: raccolta sistematica e cronologica della documentazione utile a sostenere l’effettività del trasferimento per il triennio di vigilanza ex art. 83 D.L. 112/2008 e i successivi periodi di possibile accertamento.
  • Assistenza continuativa: monitoraggio degli obblighi dichiarativi italiani residui, gestione del credito d’imposta e dell’applicazione della Convenzione, supporto nella richiesta di estensione del regime triennale al SII, eventuale assistenza in sede di contraddittorio.

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CHI SONO

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Avv. Daniele Bertaggia

Avvocato dal 1993, Cassazionista dal 2009. Collaboro con imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale e nella creazione di società estere. Mi occupo anche di penale internazionale ed italiano. Coadiuvo uno Studio con numerosi collaboratori professionisti, sia avvocati che commercialisti. Se hai una questione giuridica da risolvere, contattami, troverò le risposte legali adeguate.

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