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Domande frequenti conto corrente estero

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Domande frequenti conto corrente estero

domande frequenti conti esteri

CONTO CORRENTE ESTERO: LE DOMANDE FREQUENTI

Gentili Lettori, in quest'articolo cercheremo di sintetizzare quelle che sono le domande più frequenti in materia di apertura di conti correnti esteri e su dove conviene aprire un conto corrente estero.

INFO LINE CONTO CORRENTE ALL'ESTERO: 348 4435040

SONO RESIDENTE IN ITALIA, POSSO APRIRE UN CONTO CORRENTE ALL'ESTERO? E' LEGALE?

Certamente si, l'apertura di un conto corrente all'estero è un'operazione assolutamente legale e consentita. Il denaro che una persona legittimamente possiede è un bene mobile di sua proprietà e come tale lo può utilizzare come vuole, senza problemi di sorta. Non vi sono limiti nell'utilizzo legale dei propri soldi, purchè vengano rispettate le normative vigenti nello stato di residenza fiscale ed in quello ove i soldi vengono depositati, bisognerà sempre tenere presente però un concetto: conto corrente estero tassazione. Il conto corrente estero subisce la normale tassazione (sulle plusvalenze) del paese di residenza del correntista, infatti: conto corrente estero dichiarazione redditi. Il conto estero andrà sempre indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

COME FACCIO AD APRIRE UN CONTO ALL'ESTERO? POSSO ANDARE PERSONALMENTE IO?

Le modalità di apertura di un conto all'estero per un non residente e per aprire un conto all'estero senza residenza sono complesse, in alcune giurisdizioni in maniera particolare. Senza un'adeguata due diligence anti riciclaggio diventa praticamente impossibile ottenere l'apertura di un conto corrente in una giurisdizione seria. L'opzione di aprire un conto corrente estero personalmente sussiste sempre, ma in pratica è difficilissimo che un istituto di credito estero apra un conto corrente ad un italiano senza conoscerlo, senza un'adeguata presentazione bancaria, senza referenze e senza aver saputo, da professionista qualificato, le motivazioni di tale richiesta di apertura di conto estero. Non siamo più negli anni 90 del secolo scorso: le normative nazionali ed internazionali sono profondamente cambiate. Questo non bisogna scordarselo mai.

HO UNA SOCIETA' IN ITALIA E VOGLIO UN CONTO CORRENTE SOCIETARIO ALL'ESTERO, E' POSSIBILE?

Si è possibile, ma più complesso. In tali casi la due diligence obbligatoria deve necessariamente comprendere anche i soci, e le motivazioni connesse all'apertura di un conto corrente societario all'estero devono essere ancora più stringenti rispetto all'apertura di un conto estero personale. Inoltre alcune giurisdizioni non consento l'apertura di un conto corrente alle società straniere rispetto alla nazione in cui viene richiesta l'apertura del conto.

CONTO CORRENTE ESTERO, MI SALVA DALLA PATRIMONIALE E DAL PRELIEVO FORZOSO?

EsterovestizioneDomanda alla quale è difficile rispondere, ma ragioniamo con calma: “Quasi quasi apro un conto estero e così mi salvo da ogni prelievo forzoso”. Non è realmente così, anche se è un buon inizio per la salvaguardia dei propri risparmi, vanno però valutati molteplici aspetti.

1) La difficoltà di scelta. Se vuoi aprire un conto presso una banca italiana ti trovi davanti un’offerta articolata e complessa all’interno della quale non è sempre agevole muoversi. Meglio le banche tradizionali o gli istituti on line? Quale conto scegliere? A pacchetto? Se è così complicato muoversi qui, pensiamo all'apertura di un conto all'estero. Il fai da te anche in questo caso non è mai consigliato, affidatevi sempre ad un professionista.

2 I costi. Aprire un conto estero implica un unico viaggio oltre frontiera per iniziare il rapporto. Poi potrete fare tutte le operazioni da casa, via PC, risparmiando tempo e denaro. Vanno però valutati i costi, all'estero non è quasi mai possibile aprire un conto a zero spese. I conti correnti esteri hanno dei vantaggi, ma anche dei costi: ma il loro costo non supererà mai quello di un ipotetico prelievo forzoso.

3) La tassazione. Il conto all’estero è sempre tassato in Italia, ma analogamente all'identica tassazione a cui è sottoposto in Italia, quindi dal punto di vista fiscale no presenta problemi particolari, è un'operazione neutra.

4) Prelievo forzoso: l'apertura di un conto corrente estero non tutela da un prelievo forzoso, ma dal default bancario italiano: lo Stato italiano è a conoscenza dei tuoi movimenti finanziari oltre confine, l’apertura di un conto all’estero non difenderà da una eventuale e temuta imposta patrimoniale, attesa la dichiarazione nel quadro RW (di cui abbiamo diffusamente parlato). Non è possibile (CRS) investire all’estero senza che il fisco italiano sia informato di tali movimentazioni bancarie: una volta aperto il conto non sarà possibile fare versamenti di contante ma sarà necessario disporre un bonifico. Il che è sufficiente per tracciare il flusso di denaro in uscita. Ma, ovviamente, bisognerà dichiarare l’esistenza di questo rapporto nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi. Conseguentemente, nel caso di prelievo forzoso lo Stato potrebbe imporre, in Italia, una tassazione sui conti correnti esteri nella disponibilità dei residenti fiscali italiani. Lo Stato (sakvi accordi internazionali diversi) non potrebbe imporre un prelevamento sul saldo visto che questo è fuori dalla sua giurisdizione. Ma nessuno vieterebbe di mettere in Italia un’imposta rapportata al totale degli investimenti esteri con il risultato che fiscalmente non canbierebbe nulla. 

Il conto corrente estero tutela da futuri default bancari e da questioni creditorie privatistiche, ma non da eventuali prelievi forzosi imposti ai residenti fiscali dello Stato italiano.

VOGLIO APRIRE UN CONTO CORRENTE ALL'ESTERO E VOGLIO CHE RESTI SEGRETO ED ANONIMO

Questa, purtroppo, è la domanda più frequente che ci viene fatta, e che genera più confusione fra le persone. Cerchiamo di fare chiarezza. Se per conto estero segreto intendiamo la segretezza dell'esistenza del conto stesso di fronte ai terzi privati la risposta è affermativa. Senza pensare a giurisdizioni off shore un conto corrente estero garantisce, innanzi ai terzi privati una riservatezza assoluta, praticamente vicina al 100%.

Se invece per segretezza si intenda la mancata conoscenza da parte delle Autorità Fiscali italiane dell'esistenza del conto estero stesso la risposta è assolutamente negativa. Le Autorità Italiane debbono, obbligatoriamente, essere informate dell'esistenza dei conti detenuti all'estero da parte dei residenti fiscali italiani la cui movimentazione durante l'anno fiscale sia superiore ad € 15.000,00, tramite l'apposita compilazione del quadro RW nella dichiarazione dei redditi. La mancata dichiarazione è fonte di gravi sanzioni in capo a colui che non effettua la dichiarazione.

HO LETTO SU INTERNET CHE POSSO APRIRE DEI CONTI CORRENTI ESTERI SEGRETI CHE MAI IL FISCO SARA' IN GRADO CONOSCERE. NE VOGLIO APRIRE UNO, COME FACCIO?

Questa è un'altra leggenda, in materia di conti correnti esteri, molto diffusa. Si tratta di sciocchezze senza nessun fondamento concreto.

Conto corrente estero non dichiarato? No per favore, no. Ribadiamolo una volta per tutte: l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra paesi (Automatic Exchange Of Information - AEOI) basato sul modello introdotto dagli accordi intergovernativi (IGA Model 1) stipulati da diversi paesi con gli Stati Uniti al fine dell'implementazione della normativa statunitense FATCA. Lo standard OCSE, definito Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari di FATCA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese.

In molti infatti ci chiedono di aprire un conto estero anonimo, ma costoro dovranno ricredersi, non esiste nessun conto estero anonimo, prima lo si capirà, meglio sarà per tutti coloro che non si sono aggiornati.

 

L'impatto del CRS è esteso a numerosi paesi e più di 90 i paesi si sono già formalmente impegnati ad implementare il sistema di scambio automatico delle informazioni in relazione ai clienti persone fisiche ed entità fiscalmente residenti all'estero; oltre 50 paesi, tra cui l'Italia hanno attivato gli obblighi CRS a partire dal 1° gennaio 2016.

Il che sta a significare che se anche uno stupidamente crede che il suo conto resti riservato (innanzi alle autorità italiane) in realtà non è così, annualmente la banca effettuarà, tramite la sua autorità fiscale, le debite comunicazioni all'Autorità Fiscale del paese di residenza del correntista straniero.

conto corrente estero

MA COSA FARA' LA BANCA ESTERA QUANDO APRIRO' UN CONTO ESTERO?

La banca estera, di fronte alla nuova clientela (acquisita dopo l'entrata in vigore della normativa - a partire dal 1° gennaio 2016), la censirà sulla base delle attuali normative antiriciclaggio di adeguata verifica, a cui sarà aggiunta una certificazione e/o autocertificazione di residenza fiscale. Non è prevista per la nuova clientela la classificazione High Value Account o Lower Value account tuttavia, allo stato attuale della normativa, è previsto un controllo annuale, in carico al responsabile del rapporto, che certifica eventuali specificità che, sulla base della propria conoscenza, possano avere causato la variazione dello status di residenza fiscale del cliente ("change in circustances"). Sarete monitorati e segnalati. Ma questo non è un problema per coloro che desiderano aprire un conto estero per motivazioni legittime, come ampiamente spiegato nel nostro articolo sui conti correnti esteri.

QUALI SONO I PAESI CHE HANNO ADERITO ALLO SCAMBIO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI BANCARIE FRA STATO E STATO?

Praticamente tutte le nazioni rilevanti ed importanti del mondo:

ricerca conto corrente debitoreAlbania, Alderney, Andorra, Anguilla , Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Austria, Bahamas, Barbados, Belgio, Belize, Bermuda, Cayman, Colombia, Corea, Croazia, Curacao, Cipro, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guernsey , Herm, Hong Kong, Islanda, Irlanda, Isola di Man, Isole Faroe, Isole Vergini Britanniche, Italia, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Messico, Montserrat, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turks e Caicos, Ungheria, Barbados, Cile, Dominica, India, Niue, Seychelles, Uruguay, Trinidad e Tobago, Arabia Saudita, Australia, Brasile, Brunei, Canada, Cina, Costa Rica, Dar es Salaam, Grenada, Emirati Arabi, Indonesia, Israele, Giappone, Isole Marshall, Macao, Malesia, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, Singapore, Sint Maarten, Turchia.

 MI HANNO DETTO CHE POSSO APRIRE UN CONTO ESTERO NON DICHIARATO E ANONIMO. COME FACCIO?

Purtroppo questa domanda ci viene fatta spesso. La risposta? NON aprirlo, innanzitutto perchè così facendo violi la legge, secondariamente perchè i paesi che non consentono lo scambio di informazioni bancarie sono caratterizzati da un altissimo rischio paese, sino a giungere alla volatilizzazione dell'intero patrimonio, oltre che a dei costi di gestione che possono superare il 30% di ogni singola operazione.

Per farti un'idea ecco la lista dei paesi ad oggi non collaborativi a livello di scambio di informazioni bancarie con l'Italia: Barbuda, Brunei, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Vergini statunitensi, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Libia, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Salomone, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu. Ora fatti una ricerca sulla solidità bancaria e finanziaria di quei luoghi e prova a pensare se ti sentiresti sicuro ad aprire un conto corrente in una di quelle giurisdizioni. Non ci dilunghiamo neppure a spiegare il perchè, è facilmente intuibile. I conti anonimi e non dichiarati non si aprono e, se uno è disposto a violare la legge ed a farlo, il rischio della perdita di tutto è molto alto. Evitate.

CONTO IN UN PAESE BLACK LIST: QUALI CONSEGUENZE?

Gli Stati che non aderiscono nè applicano gli standard Ocse vengono inseriti nelle black list mondiali degli Stati che non garantiscono un adeguato scambio di informazioni, con conseguenze molto gravi: nessun operatore bancario, finanziario assicurativo o fiduciario potrà più lavorare con soggetti iscritti in queste liste e, se dovesse farlo, dovrebbe segnalarlo tempestivamente alle autorità del suo Paese che poterebbero, quindi, scambiare l’informazione con il Paese di residenza del contribuente.

Quindi o questi soldi li regali alla banca di uno di questi paesi, diversamente appena li si muovono si è scoperti. Concentratevi sulla sicurezza paese, non sulla segretezza paese, che non esiste più da tempo.

CON UN CONTO ESTERO POSSO OPERARE COME CON UN CONTO ITALIANO?

Assolutamente si, avrai l'operatività bancaria normale, carta di credito/debito, conto on line, possibilità di fare/ricevere dei bonifici; in definitiva sono garantite le normali operazioni bancarie con la massima rapidità ed efficienza. Nessun problema in questo.

HO DEI DEBITI: POSSONO PIGNORARMI IL MIO CONTO CORRENTE ESTERO?

In linea teorica nulla osta a che un creditore possa riuscire a pignorare il saldo attivo di un debitore estero. Bisogna distinguere:

CREDITORE PRIVATO: potrà tranquillamente pignorare il tuo conto corrente. Ma prima deve sapere dove lo hai, in che stato, in che banca. Le possibilità sono molto remote, ed i costi che dovrà affrontare molto alti. Ovviamente dipende sempre dall'entità del debito. Un conto è intentare un'azione internazionale per pignorare 2.000 € un conto per 200mila.

CREDITORE STATO

Non possiamo escluderlo, secondo quanto previsto dalla Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE e dal Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008 ora sostituiti dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recentemente recepita dal Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149: tale direttiva europea detta norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro della UE (disciplina applicabile con decorrenza dall’1 gennaio 2012). La norma prevede uno scambio di funzionari delle autorità nazionali deputate al recupero dei crediti tributari, tra paesi membri della UE. In teoria quindi, ma solo fra i paesi membri della UE, non è da escludere una cooperazione tra l'Agenzia delle entrate-Equitalia e lo stato UE, per procedere al pignoramento dei beni intestati all'estero e del saldo presente sul conto corrente. Tutto dipende dall'entità del debito, ovviamente. Per i conti esistenti in paesi extra EU diventa tutto molto più complicato, ma questo sarà oggetto di un ulteriore approfondimento.

Hai altre domande o richieste di approfondimento in merito all'apertura di un conto corrente all'estero? Scrivici per avere consulenza ed informazioni sulla possibilità di aprire un conto corrente all'estero. Oppure chiamaci allo 0532 2400 71 o al 348 44350 40

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia - Titolo DOMANDE FREQUENTI CONTO CORRENTE ESTERO, in www.avvocatobertaggia.org

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