STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE

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Costituire una società estera: come scegliere il professionista

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DANIELE BERTAGGIA | Avvocato Cassazionista e Titolare

Di cosa parliamo

Per scegliere chi assiste nella costituzione di una società estera, occorre valutare competenze, contenuto dell’incarico, costi complessivi e assistenza successiva. Il solo prezzo di incorporazione non descrive il lavoro necessario per rendere la struttura coerente con l’attività effettivamente svolta.

Questa guida aiuta a confrontare professionisti e proposte. Per conoscere le attività dello Studio, i referenti e le modalità di incarico, consulta la pagina Società estere e assistenza societaria internazionale.

Che cosa verificare prima di affidare l’incarico

Il primo controllo riguarda l’identità di chi presta il servizio: denominazione, sede, recapiti, soggetto che sottoscrive il contratto e professionisti concretamente coinvolti. Quando viene dichiarata una qualifica professionale, è opportuno verificarla presso l’albo o il registro competente.

Chiedi quali attività saranno svolte direttamente e quali saranno affidate a collaboratori locali. La chiarezza sui ruoli consente di sapere a chi rivolgersi per un problema societario, fiscale, contabile o bancario. Nessuna qualifica, da sola, equivale a una garanzia del risultato dell’operazione.

  • Esperienza documentabile nella giurisdizione e nel settore interessati.
  • Interlocutori identificabili e modalità di comunicazione concordate.
  • Indicazione dei professionisti locali e delle rispettive competenze.
  • Chiarezza sulla copertura assicurativa dichiarata e sul suo ambito.
  • Incarico scritto, documenti da consegnare, tempi stimati e attività escluse.

Il colloquio preliminare: partire dall’attività reale

Prima di scegliere il Paese o la forma societaria, il consulente deve comprendere il progetto. Sono rilevanti l’attività prevista, i mercati, i clienti, il luogo di lavoro, i soci, gli amministratori, le risorse disponibili e l’organizzazione operativa.

Una società destinata a gestire un’attività locale presenta esigenze diverse da una struttura con personale e clienti in più Paesi. Anche l’apertura di un conto o l’accesso ai servizi di pagamento richiedono una valutazione specifica: non sono conseguenze automatiche della costituzione.

Per il primo incontro prepara una descrizione del progetto, la struttura proprietaria prevista, i Paesi coinvolti, la stima dei flussi economici e gli eventuali contratti già disponibili. La documentazione personale o riservata va trasmessa attraverso i canali concordati con il professionista.

Residenza fiscale e gestione: perché non basta una sede estera

La registrazione all’estero non risolve, da sola, la posizione fiscale della società o dei soci. L’analisi deve considerare le attività e i collegamenti effettivi con i Paesi interessati.

Per le società, l’articolo 73 del TUIR prende in considerazione, per la maggior parte del periodo d’imposta, la sede legale, la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria in via principale nel territorio italiano. Occorre quindi esaminare anche dove vengono assunte le decisioni strategiche e dove si svolge la gestione corrente. Il riferimento normativo è consultabile su Normattiva, articolo 73 del D.P.R. 917/1986.

Devono inoltre essere valutati, quando pertinenti, la possibile stabile organizzazione, le convenzioni applicabili e gli adempimenti delle persone coinvolte. La presenza di una società estera non è di per sé indice di illiceità; la correttezza della struttura dipende dalle circostanze concrete e dagli obblighi applicabili. Le promesse di assenza generalizzata di imposte richiedono particolare cautela.

Come confrontare i preventivi

Un confronto utile riguarda lo stesso perimetro di attività e un arco temporale comprensibile. Distingui la costituzione dai costi di mantenimento e dalle prestazioni eventuali. Un prezzo contenuto non dimostra, da solo, scarsa affidabilità; un prezzo elevato non dimostra, da solo, qualità.

  • Analisi preliminare: verifica del progetto e delle alternative.
  • Costituzione: atti, registrazioni, eventuali traduzioni, diritti e spese.
  • Gestione annuale: sede, contabilità, dichiarazioni, bilanci, rinnovi e assistenza.
  • Servizi bancari: preparazione della richiesta, documenti richiesti e limiti dell’assistenza.
  • Attività straordinarie: modifiche societarie, trasferimenti, controversie e chiusura.

Chiedi quali importi sono compensi, quali spese di terzi e quali imposte o diritti. Fai precisare le esclusioni e le condizioni che possono comportare costi aggiuntivi. Evita di confrontare un semplice deposito amministrativo con un incarico di consulenza e assistenza continuativa.

Documenti e controllo della società

L’incarico deve chiarire quali documenti saranno consegnati, in quali tempi e in quale formato. Tra gli elementi da concordare rientrano gli atti costitutivi, le evidenze di registrazione, la documentazione relativa a soci e amministratori e le modalità di accesso agli strumenti necessari alla gestione, secondo le regole locali.

Occorre sapere chi conserva gli originali, chi può richiederne copia e come viene gestito il passaggio a un altro professionista. Se sono proposte intestazioni fiduciarie o altri servizi di rappresentanza, chiedi una spiegazione scritta di ruoli, poteri, obblighi e limiti prima di aderire.

Assistenza dopo la costituzione

La società richiede continuità organizzativa. È utile concordare un calendario degli adempimenti, il referente per le comunicazioni, le modalità di aggiornamento dei documenti e la gestione delle richieste provenienti da banche o autorità.

Il professionista dovrebbe indicare quali cambiamenti richiedono una nuova valutazione: trasferimento degli amministratori, nuove attività, ingresso di soci, assunzione di personale o operatività in un altro Paese. Il progetto iniziale va riesaminato quando cambiano i fatti su cui si fondava.

Le domande da porre prima di firmare

  • Chi assume l’incarico e chi seguirà concretamente la pratica?
  • Quali verifiche sono comprese prima della costituzione?
  • Quali costi dovrò sostenere nel primo anno e negli anni successivi?
  • Quali attività e risultati dipendono da terzi?
  • Quali documenti riceverò e quali accessi manterrò?
  • Come posso terminare l’incarico o trasferire la gestione?

Una risposta chiara a queste domande permette di confrontare le offerte sulla base del servizio effettivo. Per una valutazione del progetto e delle competenze necessarie, puoi contattare lo Studio Legale Internazionale Bertaggia oppure consultare l’area dedicata alle società estere.

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CHI SONO

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Avv. Daniele Bertaggia

Avv. Daniele Bertaggia, fondatore e managing partner dello Studio Legale Internazionale Bertaggia, con sede a Ferrara. Avvocato dal 1993 e cassazionista dal 2009, si occupa di diritto societario internazionale, difesa penale internazionale e tutela patrimoniale. Coordina il lavoro dei referenti dello Studio e l’assistenza nelle pratiche che coinvolgono più materie o più Paesi.

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