STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE

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STUDIO LEGALE BERTAGGIA · DIRITTO SOCIETARIO INTERNAZIONALE

Aprire una società a Dubai: regole, costi da valutare e rischi per chi opera dall’Italia

Mainland, free zone, fiscalità e organizzazione reale: una guida per decidere prima di costituire la società, aggiornata alle novità verificate nel 2026.

Pubblicato il 21 maggio 2025 · Aggiornato il 6 ottobre 2026

Dubai al tramonto da un ufficio, con logo rosso Avvocato Bertaggia e frase Dubai: impresa e regole
Il progetto societario deve collegare mercato, organizzazione e regole applicabili.

Conviene aprire una società a Dubai?

Dipende dall’attività e da come sarà gestita. La licenza non garantisce esenzione fiscale, conto bancario o assenza di obblighi italiani. La valutazione deve confrontare struttura, ricavi, costi e presenza effettiva, distinguendo società e soci.

01 · APPROFONDIMENTO

Aprire a Dubai: partire dal progetto, non dalla licenza

Aprire una società a Dubai può essere una scelta coerente per raggiungere clienti, fornitori e partner negli Emirati o in altri mercati. La convenienza, però, non si misura soltanto con il prezzo della costituzione. Occorre confrontare ricavi attesi, costi ricorrenti, organizzazione del lavoro e obblighi nei Paesi coinvolti.

La prima domanda è concreta: che cosa farà la società, con quali persone e dove? Un’impresa commerciale con magazzino, una struttura di consulenza e una holding non hanno le stesse esigenze. Descrivere il lavoro effettivo permette di individuare la licenza da richiedere, le autorizzazioni da approfondire e il modello di gestione sostenibile.

Preparare una breve mappa dei flussi aiuta: chi firma il contratto, chi esegue la prestazione, chi incassa, chi sostiene i costi e chi decide. Se queste risposte non sono chiare, acquistare un pacchetto societario rischia di anticipare una scelta che dovrà essere corretta in seguito. Anche la chiusura o la modifica della struttura può comportare adempimenti e spese.

Questa guida distingue la costituzione locale dalla fiscalità della società e da quella personale dei soci. Sono tre piani collegati, ma nessuno sostituisce gli altri. Una licenza valida non costituisce, da sola, la risposta a tutte le questioni tributarie.

02 · APPROFONDIMENTO

Mainland, free zone e offshore: confrontare ciò che si può fare

Il portale ufficiale di Dubai distingue la costituzione nel mainland e nelle free zone. Il procedimento e i requisiti dipendono dalla zona scelta. Per molti settori è possibile una partecipazione straniera integrale; occorre comunque controllare l’attività specifica e le condizioni applicabili, senza presumere un obbligo universale di socio locale.

Confronto preliminare: la scelta va verificata sulla singola attività
Struttura Verifica centrale
Mainland Licenza, attività autorizzate, sede e mercato da servire.
Free zone Regole dell’autorità, operatività consentita e requisiti fiscali distinti.
Veicolo offshore Scopo ammesso, limiti operativi e trattamento del veicolo concreto.

Non bisogna confondere la denominazione commerciale del pacchetto con una qualificazione fiscale. In particolare, “offshore” non dimostra l’assenza di imposte o contabilità. Prima di utilizzare un veicolo per partecipazioni, contratti o beni occorre una valutazione dedicata, che identifichi la normativa effettivamente applicabile.

Nel confronto tra preventivi è utile chiedere la denominazione dell’autorità, la forma giuridica proposta e il codice dell’attività. Un’offerta generica non permette di verificare se la struttura corrisponde al progetto. Le risposte dovrebbero essere disponibili prima del pagamento, insieme ai costi del rinnovo.

Fonte: Dubai Government, Business Set-up Options.

03 · APPROFONDIMENTO

Free zone e mercato mainland: evitare divieti descritti come assoluti

La possibilità di operare fuori dalla free zone richiede una verifica delle autorizzazioni. Non è corretto risolvere ogni situazione con la frase “è sempre vietato vendere nel mainland”. Il DET ha annunciato l’8 ottobre 2025 il Free Zone Mainland Operating Permit, un percorso autorizzativo per l’operatività mainland delle imprese delle free zone.

Questa apertura non significa libertà indiscriminata per qualsiasi attività. Prima di firmare con un cliente locale bisogna verificare l’ammissibilità della società, il tipo di attività, il permesso necessario e le condizioni richieste. Il diritto di operare e il trattamento fiscale del reddito rimangono domande distinte.

Nel piano iniziale conviene quindi separare i clienti per mercato e descrivere dove si svolge il lavoro. Una consulenza resa a distanza, un intervento presso un cliente e una vendita con consegna di beni possono richiedere analisi diverse. Il contratto dovrebbe riflettere il servizio realmente autorizzato, non una descrizione generica scelta per comodità.

Fonte: Dubai DET, annuncio del Free Zone Mainland Operating Permit, 8 ottobre 2025.

04 · APPROFONDIMENTO

Corporate Tax: il 9% riguarda il reddito imponibile, non il fatturato

Nel regime ordinario emiratino la Corporate Tax prevede lo 0% sulla quota di reddito imponibile fino a 375.000 AED e il 9% sulla parte eccedente. La soglia riguarda il reddito imponibile, non il totale delle fatture emesse. Il passaggio dal risultato contabile al reddito fiscale richiede le rettifiche previste.

Esempio semplificato: con reddito imponibile di 500.000 AED, nel regime ordinario e senza agevolazioni o regimi speciali, il calcolo è 9% di 125.000 AED, pari a 11.250 AED. Non è un preventivo per una società concreta.

La disciplina non esenta in generale le imprese soltanto perché estranee ai settori bancario e petrolifero. Anche il trattamento di dividendi, partecipazioni e operazioni particolari richiede le relative condizioni. Questa guida riguarda un’impresa ordinaria: gruppi multinazionali e settori speciali richiedono un esame separato.

Fonte: FTA, Corporate Tax General Guide, sezione 9.2.1.

05 · APPROFONDIMENTO

Lo 0% in free zone richiede condizioni verificabili

Una Qualifying Free Zone Person può applicare lo 0% al Qualifying Income; il reddito imponibile non qualificato è soggetto al 9%, senza la franchigia ordinaria di 375.000 AED. La sola ubicazione in free zone non basta. La guida FTA richiede, tra l’altro, sostanza adeguata, rispetto delle regole sui prezzi di trasferimento e bilanci sottoposti a revisione.

Il fatto che il cliente sia estero non rende automaticamente qualificato il ricavo. Occorre classificare attività e operazioni. La decisione ministeriale 229/2025 ha sostituito la 265/2023 sulle attività qualificanti ed escluse: per una pratica attuale non va utilizzato soltanto un elenco precedente.

La verifica deve essere mantenuta durante la vita della società. Un nuovo servizio, una diversa clientela o un cambiamento operativo possono rendere necessario riesaminare il trattamento. Prima di promettere un prezzo a un cliente, l’impresa dovrebbe sapere se l’operazione modifica il quadro su cui è stato costruito il proprio budget.

Fonte: FTA, Free Zone Persons, sezioni 3–5.

Fonte: Ministerial Decision 229/2025, attività qualificanti ed escluse.

06 · APPROFONDIMENTO

Novità 2026: Small Business Relief prorogato al 2029

Il Ministero delle Finanze emiratino ha comunicato il 7 agosto 2026 la decisione ministeriale 131/2026, che estende lo Small Business Relief ai periodi fiscali che terminano entro il 31 dicembre 2029. Rimane la soglia di ricavi non superiori a 3 milioni di AED, con le condizioni previste dalla disciplina.

La precedente scadenza del 2026, presente nelle guide del 2023, deve quindi essere letta alla luce della proroga. L’agevolazione richiede una verifica di ammissibilità e l’esercizio dell’opzione; non equivale a una cancellazione automatica degli adempimenti. La guida FTA esclude le Qualifying Free Zone Persons e prevede limiti per i gruppi multinazionali interessati.

Nel confronto economico conviene distinguere la soglia sui ricavi di questo regime dalla soglia sul reddito imponibile del regime ordinario. Sono parametri diversi. Una previsione commerciale dovrebbe mantenere separate queste grandezze, per evitare che un calcolo corretto venga applicato alla base sbagliata.

Fonte: Ministero delle Finanze UAE, proroga annunciata il 7 agosto 2026.

Fonte: FTA, Small Business Relief: requisiti; scadenza aggiornata dalla decisione del 2026.

07 · APPROFONDIMENTO

IVA, contabilità e calendario degli adempimenti

La registrazione IVA ha regole proprie. Per le imprese residenti negli Emirati la FTA indica la soglia obbligatoria di 375.000 AED per forniture imponibili e importazioni nei dodici mesi precedenti, oppure attese nei trenta giorni successivi. Per i non residenti sono previste regole differenti. Non va confusa questa soglia con quella della Corporate Tax.

Un prospetto gestionale utile contiene registrazioni, dichiarazioni, rinnovi della licenza, bilanci e documentazione da conservare, indicando chi se ne occupa. Affidare un’attività a un consulente non elimina la necessità che l’impresa sappia quali dati fornire e quando. È opportuno definire accesso ai documenti e consegna degli archivi anche in caso di cambio del professionista.

Il budget dovrebbe prevedere questi costi sin dal primo anno. Un’offerta che elenca solo licenza e sede non descrive necessariamente il costo complessivo del funzionamento. Chiedere quali prestazioni siano incluse, quali vengano conteggiate a parte e su quali volumi sia basato il preventivo rende il confronto più affidabile.

Fonte: FTA, VAT Registration, requisiti obbligatori e volontari.

08 · APPROFONDIMENTO

Società a Dubai gestita dall’Italia: che cosa va verificato

L’articolo 73 TUIR, come modificato dal D.Lgs. 209/2023, considera residenti le società che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno in Italia la sede legale, la direzione effettiva oppure la gestione ordinaria in via principale. Direzione effettiva e gestione ordinaria riguardano rispettivamente le decisioni strategiche e la gestione corrente: non basta leggere l’indirizzo sull’atto costitutivo.

Avere clienti italiani non determina da solo la residenza fiscale italiana. Anche la residenza di un socio o amministratore non sostituisce l’esame dei criteri applicabili. La valutazione deve ricostruire i fatti, le funzioni e il luogo in cui l’impresa viene realmente guidata.

Nel fascicolo di lavoro conviene raccogliere deleghe, contratti, procedure decisionali e documenti dell’attività. Non serve produrre verbali che raccontino una realtà inesistente: serve progettare un’organizzazione praticabile e conservarne le evidenze. La coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che accade è essenziale per valutare la posizione.

Fonte: D.Lgs. 209/2023, articolo 2: modifica dell’articolo 73 TUIR.

09 · APPROFONDIMENTO

Residenza, stabile organizzazione e posizione del socio non coincidono

La consulenza deve formulare domande distinte: dove è residente la società, se l’operatività in un altro Stato richieda un esame della stabile organizzazione, dove è residente il socio e come vanno trattati i flussi a suo favore. Non si può utilizzare la risposta a una di queste domande come soluzione automatica delle altre.

La convenzione Italia–Emirati disciplina i rapporti tra i due sistemi, ma non è un’esenzione generale per qualunque società registrata a Dubai. La sua applicazione richiede di identificare il soggetto, la categoria di reddito e i presupposti pertinenti. Per strutture controllate dall’Italia va inoltre approfondita, quando rilevante, la disciplina CFC con i professionisti fiscali incaricati.

Occorre anche distinguere abuso del diritto ed eventuali reati tributari: l’articolo 10-bis, comma 13, dello Statuto del contribuente stabilisce che le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili secondo le leggi penali tributarie, ferma l’applicazione delle sanzioni amministrative. Condotte diverse richiedono una qualificazione autonoma. Non è corretto attribuire indistintamente a ogni criticità una sanzione fissa o una conseguenza penale.

Fonte: Convenzione Italia–Emirati, testo ospitato da FiscoOggi/Agenzia delle Entrate.

Fonte: D.Lgs. 128/2015, introduzione dell’articolo 10-bis, comma 13.

10 · APPROFONDIMENTO

Giurisprudenza: il ruolo dell’attività reale, con i suoi limiti

Nella sentenza 12 settembre 2006, C-196/04, Cadbury Schweppes, la Corte di giustizia ha esaminato la disciplina britannica sulle società controllate estere nel rapporto con società irlandesi. La decisione valorizza l’insediamento e l’attività economica effettivi nel valutare costruzioni puramente artificiali, nel contesto della libertà di stabilimento.

È un principio consolidato, non una sentenza del 2026 su Dubai. Gli Emirati non sono uno Stato membro: il precedente non attribuisce a una società emiratina la stessa tutela automaticamente, né risolve da solo residenza, CFC o imposte italiane. Il suo richiamo serve a spiegare l’importanza dei fatti e il motivo per cui occorre distinguere gli ordinamenti prima di usare un precedente.

Fonte: CGUE, C-196/04, punti 54–68 e dispositivo.

11 · APPROFONDIMENTO

Documenti, banca e tempi: costruire una sequenza realistica

Prima della domanda di costituzione è utile preparare un dossier con identità dei soci, struttura delle partecipazioni, poteri di firma, attività prevista e documenti della sede. L’elenco definitivo dipende dall’autorità e dalla forma scelta; per documenti esteri vanno verificate autenticazioni e traduzioni richieste.

L’apertura del conto deve essere trattata come una pratica distinta. È prudente predisporre una descrizione comprensibile dell’attività, dei flussi attesi e della provenienza dei fondi, con documenti coerenti. Non va promesso un esito o un termine di apertura prima della valutazione dell’istituto. Anche i rapporti di pagamento disponibili devono essere confrontati con le esigenze dell’impresa.

Il cronoprogramma dovrebbe separare costituzione, licenza, sede, banca, eventuali visti e avvio operativo. Il completamento di una fase non dimostra che tutte le altre siano concluse. Per ogni passaggio si possono indicare responsabile, documenti mancanti e condizione necessaria per procedere, senza trasformare una stima commerciale in una garanzia.

Tra soci è opportuno affrontare subito poteri, finanziamenti, distribuzioni e uscita dal progetto. Le divergenze su chi può impegnare la società o utilizzare il conto sono più difficili da gestire quando l’attività è già iniziata. Un accordo chiaro dovrebbe accompagnare la scelta della struttura.

12 · APPROFONDIMENTO

Tre progetti diversi, tre verifiche iniziali

Ipotesi illustrative, non casi seguiti dallo Studio e non garanzie di risultato.

Consulente che continua a lavorare dall’Italia

Il cliente ipotizza una società emiratina, ma intende continuare a svolgere e dirigere il lavoro dall’Italia. La prima verifica riguarda l’organizzazione effettiva e il collegamento fiscale italiano. Il costo della licenza viene dopo: da solo non chiarisce dove debbano essere assolti gli obblighi.

Impresa commerciale con una presenza locale

Il progetto comprende persone, fornitori e clienti negli Emirati. Il lavoro preliminare confronta attività autorizzate, sede, contratti e flussi finanziari. Le condizioni fiscali vengono esaminate sul modello concreto, evitando di scegliere una free zone soltanto per una promessa di aliquota zero.

Società che amplia la propria attività

Un’impresa già costituita vuole aggiungere servizi e nuovi mercati. Prima del nuovo contratto occorre riesaminare licenza, organizzazione e classificazione dei ricavi. Una verifica iniziale positiva non dimostra che ogni futura operazione abbia lo stesso trattamento.

13 · APPROFONDIMENTO

Domande frequenti

Posso aprire una società a Dubai restando residente in Italia?

La costituzione e la residenza personale sono questioni distinte. Il progetto va verificato rispetto a gestione effettiva, operatività e obblighi italiani; la registrazione estera non basta a escluderli.

In una free zone si paga sempre zero?

No. Occorre verificare condizioni della Qualifying Free Zone Person e natura dei redditi. Il solo cliente estero non rende automaticamente agevolato il ricavo.

La soglia di 375.000 AED riguarda le vendite?

Per la Corporate Tax ordinaria riguarda il reddito imponibile. La soglia IVA utilizza invece forniture imponibili e importazioni secondo le relative regole.

Lo Small Business Relief termina nel 2026?

La decisione 131/2026 ha esteso il regime ai periodi fiscali che terminano entro il 31 dicembre 2029, restando necessari i requisiti e la verifica di ammissibilità.

Serve sempre un socio emiratino?

Non esiste un obbligo generale valido per tutte le attività. Bisogna verificare settore, forma e autorità competente.

Quanto costa aprire la società?

Serve un preventivo sul progetto concreto, separando costituzione, sede, rinnovi, contabilità, autorizzazioni e servizi ulteriori. Questa guida non propone un prezzo universale.

Il conto bancario è garantito con la licenza?

No. L’istituto valuta la pratica autonomamente. Occorrono documenti coerenti con attività, soggetti coinvolti e flussi attesi.

Chi segue la consulenza nello Studio?

L’Avv. Daniele Bertaggia è il referente per il diritto societario internazionale e coordina il lavoro con le competenze necessarie al caso.

UNO STUDIO · COMPETENZE COORDINATE

Valutiamo la struttura prima della costituzione

L’Avv. Daniele Bertaggia, referente per il diritto societario internazionale, coordina l’analisi con il team e con le competenze necessarie al progetto. Il primo confronto serve a chiarire attività, persone, mercati e verifiche locali, senza promesse di esenzioni o risultati garantiti.

Per prepararlo sono utili una descrizione del lavoro, i Paesi dei clienti, la struttura dei soci, il luogo previsto delle decisioni e un budget annuale. Se hai già ricevuto un preventivo di costituzione, portalo insieme alle condizioni del servizio.

Richiedi una consulenzaProfilo dell’Avv. Daniele Bertaggia →Società estera e lavoro in Italia →

Informazioni generali, fonti consultate il 6 ottobre 2026. La struttura e gli adempimenti richiedono una verifica individuale. Nessuna garanzia di risparmio fiscale, apertura bancaria o rilascio di autorizzazioni.

Lun-Ven : 09:00 - 19:30

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