DOMANDE FREQUENTI CONTI CORRENTI ESTERI
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Conti correnti esteri: gentili Lettori, in quest’articolo cercheremo di sintetizzare quelle che sono le domande più frequenti in materia di conti correnti esteri, e su dove conviene aprire un conto corrente all’estero. Articolo a cura dell‘Avvocato Bertaggia di Ferrara→.
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Aggiornamento contenuti (SEO & normativa): Settembre 2025
Nota: le regole cambiano spesso; per casi concreti (Italia/Francia/UE) è consigliabile una verifica professionale.
In 30 secondi: cosa devi ricordare
- Aprire un conto estero è legale se i fondi sono leciti e rispetti gli obblighi fiscali del tuo Paese di residenza.
- Non esistono conti “anonimi” verso lo Stato: tra CRS/FATCA e compliance bancaria la tracciabilità è la regola.
- Italia: attenzione a Quadro RW, IVAFE e sanzioni (omissioni molto costose).
- Francia (se residente fiscale): dichiarazione conti esteri e anche conti su asset digitali con modello 3916/3916-bis.
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Indice dell’articolo
SONO RESIDENTE IN ITALIA, POSSO APRIRE UN CONTO CORRENTE ALL’ESTERO? E’ LEGALE?
Certamente si, l’apertura di un conto corrente all’estero è un’operazione assolutamente legale e consentita. Il denaro che una persona legittimamente possiede è un bene mobile di sua proprietà e come tale lo può utilizzare come vuole, senza problemi di sorta. Non vi sono limiti nell’utilizzo legale dei propri soldi, purchè vengano rispettate le normative vigenti nello stato di residenza fiscale ed in quello ove i soldi vengono depositati, bisognerà sempre tenere presente però un concetto: conto corrente estero tassazione. Il conto corrente estero subisce la normale tassazione (sulle plusvalenze) del paese di residenza del correntista, infatti: conto corrente estero, dichiarazione redditi. Conto corrente estero RW. Conto estero non dichiarato prescrizione. Il conto estero andrà sempre indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.
Aggiornamento importante (Italia – Quadro RW/IVAFE)
Nota tecnica: nel linguaggio comune spesso si parla di “movimentazione”, ma ai fini del monitoraggio fiscale
per i depositi e conti correnti esteri conta soprattutto il valore massimo complessivo raggiunto nel periodo d’imposta
(e, in parallelo, la giacenza media per l’IVAFE).
| Voce | Quando scatta | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Quadro RW (monitoraggio) | In generale, obbligatorio per attività estere. Esonero per depositi/conti correnti esteri se valore massimo complessivo nel periodo d’imposta non supera € 15.000 (salvo IVAFE dovuta). |
Indicazione in dichiarazione (Modello Redditi PF). Attenzione a deleghe, cointestazioni e “titolare effettivo”. |
| IVAFE (conti/libretti) | In pratica rileva la giacenza media: se > € 5.000 l’adempimento torna “in gioco”. | Per conti correnti e libretti esteri: € 34,20 annui per ciascun rapporto (pro‑quota e pro‑rata temporis). |
| Sanzioni (omissioni RW) | In caso di RW omesso/infedele. | In linea generale: dal 3% al 15% del non dichiarato; se Paesi/territori “black list” (DM 4.5.1999): dal 6% al 30%. |
Operatività Studio: su richiesta lo Studio può valutare (i) corretta residenza fiscale,
(ii) inquadramento RW/IVAFE, (iii) rischi sanzionatori e (iv) strategia documentale per apertura conto (due diligence bancaria).
COME FACCIO AD APRIRE UN CONTO ALL’ESTERO? POSSO ANDARE PERSONALMENTE IO?
Le modalità di apertura di un conto all’estero per un non residente e per aprire conti correnti esteri senza residenza sono complesse, in alcune giurisdizioni in maniera particolare. Senza un’adeguata due diligence anti riciclaggio diventa praticamente impossibile ottenere l’apertura di un conto corrente in una giurisdizione seria. L’opzione di aprire un conto corrente estero personalmente sussiste sempre, ma in pratica è difficilissimo che un istituto di credito estero apra un conto corrente ad un italiano senza conoscerlo, senza un’adeguata presentazione bancaria, senza referenze e senza aver saputo, da professionista qualificato, le motivazioni di tale richiesta di apertura di conto estero. Non siamo più negli anni 90 del secolo scorso: le normative nazionali ed internazionali sono profondamente cambiate→. Questo non bisogna scordarselo mai. Molti ci chiedono quale sia il miglior conto corrente estero online, anche per i conti esteri online, valgono le stesse precisazioni qui svolte.
HO UNA SOCIETA’ IN ITALIA E VOGLIO UN CONTO CORRENTE SOCIETARIO ALL’ESTERO, E’ POSSIBILE?
Si è possibile, ma più complesso. In tali casi la due diligence obbligatoria deve necessariamente comprendere anche i soci, e le motivazioni connesse all’apertura di un conto corrente societario all’estero devono essere ancora più stringenti rispetto all’apertura di un conto estero personale. Inoltre alcune giurisdizioni non consento l’apertura di un conto corrente alle società straniere rispetto alla nazione in cui viene richiesta l’apertura del conto.
VOGLIO APRIRE UN CONTO CORRENTE ALL’ESTERO E VOGLIO CHE RESTI SEGRETO ED ANONIMO
Dove conviene aprire un conto corrente all’estero, per non dichiararlo in Italia. Questa, purtroppo, è la domanda più frequente che ci viene fatta, e che genera più confusione fra le persone. Cerchiamo di fare chiarezza. Se per conto estero segreto intendiamo la segretezza dell’esistenza del conto stesso di fronte ai terzi privati la risposta è affermativa. Senza pensare a giurisdizioni off shore un conto corrente estero garantisce, innanzi ai terzi privati una riservatezza assoluta, praticamente vicina al 100%. Ma nei confronti dello Stato non esistono conti esteri non tracciabili. Valutiamo anche la domanda: conto corrente estero non dichiarato sanzioni.
Se invece per segretezza si intenda la mancata conoscenza da parte delle Autorità Fiscali italiane dell’esistenza del conto estero stesso la risposta è assolutamente negativa. Le Autorità Italiane debbono, obbligatoriamente, essere informate dell’esistenza dei conti detenuti all’estero da parte dei residenti fiscali italiani la cui movimentazione durante l’anno fiscale sia superiore ad € 15.000,00, tramite l’apposita compilazione del quadro RW nella dichiarazione dei redditi. La mancata dichiarazione è fonte di gravi sanzioni in capo a colui che non effettua la dichiarazione.
HO LETTO SU INTERNET CHE POSSO APRIRE DEI CONTI CORRENTI ESTERI SEGRETI CHE MAI IL FISCO SARA’ IN GRADO CONOSCERE. NE VOGLIO APRIRE UNO, COME FACCIO?
Questa è un’altra leggenda, in materia di conti correnti esteri, molto diffusa. Si tratta di sciocchezze senza nessun fondamento concreto.

Conto corrente estero non dichiarato? No per favore, no. Ribadiamolo una volta per tutte: l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra paesi (Automatic Exchange Of Information – AEOI) basato sul modello introdotto dagli accordi intergovernativi (IGA Model 1) stipulati da diversi paesi con gli Stati Uniti al fine dell’implementazione della normativa statunitense FATCA. Lo standard OCSE, definito Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari di FATCA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese→.
In molti infatti ci chiedono di aprire un conto estero anonimo, ma costoro dovranno ricredersi, non esiste nessun conto estero anonimo, prima lo si capirà, meglio sarà per tutti coloro che non si sono aggiornati.
L’impatto del CRS è esteso a numerosi paesi e più di 90 i paesi si sono già formalmente impegnati ad implementare il sistema di scambio automatico delle informazioni in relazione ai clienti persone fisiche ed entità fiscalmente residenti all’estero; oltre 50 paesi, tra cui l’Italia hanno attivato gli obblighi CRS a partire dal 1° gennaio 2016.
Il che sta a significare che se anche uno stupidamente crede che il suo conto resti riservato (innanzi alle autorità italiane) in realtà non è così, annualmente la banca effettuerà, tramite la sua autorità fiscale, le debite comunicazioni all’Autorità Fiscale del paese di residenza del correntista straniero.
Aggiornamento (Settembre 2025): CRS, scambio automatico e “tracciabilità” reale
In ottica pratica: oggi la “riservatezza” può esistere verso terzi privati, ma non verso le Autorità fiscali, perché il CRS (e, per i collegamenti USA, FATCA) ha consolidato lo scambio automatico di informazioni finanziarie.
Per questo, impostare l’apertura di un conto estero su presupposti “anonimi” è un errore strategico e giuridico.
Focus Francia (normativa vigente): se sei residente fiscale in Francia
Se la tua residenza fiscale è in Francia (anche se il conto è in Italia o in altri Paesi),
devi dichiarare i conti esteri aperti, detenuti, utilizzati o chiusi nell’anno.
L’obbligo riguarda anche conti su asset digitali e alcune fattispecie assicurative estere.
| Obbligo | Come si adempie | Rischio/sanzione |
|---|---|---|
| Dichiarare conti esteri (incl. conti “usati almeno una volta”) | Form 3916 / 3916-bis in allegato alla dichiarazione dei redditi francese (anche online). |
In caso di omessa dichiarazione: € 1.500 per conto (fino a € 10.000 se Paese/territorio non cooperativo secondo la disciplina francese). |
| Dichiarare anche conti su asset digitali detenuti all’estero | Sempre tramite 3916/3916-bis, se “opened/held/used/closed” nell’anno. | Sanzioni analoghe + possibili recuperi su “presunzioni” secondo le regole francesi. |
Coordinamento Italia/Francia: se vivi tra Italia e Francia, la questione centrale spesso non è “dove aprire il conto”, ma dove sei fiscalmente residente (e come dimostrarlo). In questi casi, una consulenza preventiva evita errori dichiarativi.
MA COSA FARA’ LA BANCA ESTERA QUANDO APRIRO’ UN CONTO ESTERO?
La banca estera, di fronte alla nuova clientela (acquisita dopo l’entrata in vigore della normativa – a partire dal 1° gennaio 2016), la censirà sulla base delle attuali normative antiriciclaggio di adeguata verifica, a cui sarà aggiunta una certificazione e/o autocertificazione di residenza fiscale. Non è prevista per la nuova clientela la classificazione High Value Account o Lower Value account tuttavia, allo stato attuale della normativa, è previsto un controllo annuale, in carico al responsabile del rapporto, che certifica eventuali specificità che, sulla base della propria conoscenza, possano avere causato la variazione dello status di residenza fiscale del cliente (“change in circustances”). Sarete monitorati e segnalati. Ma questo non è un problema per coloro che desiderano aprire un conto estero per motivazioni legittime, come ampiamente spiegato nel nostro articolo sui conti correnti esteri→.

QUALI SONO I PAESI CHE HANNO ADERITO ALLO SCAMBIO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI BANCARIE FRA STATO E STATO?
Praticamente tutte le nazioni rilevanti ed importanti del mondo:
Albania, Alderney, Andorra, Anguilla , Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Austria, Bahamas, Barbados, Belgio, Belize, Bermuda, Cayman, Colombia, Corea, Croazia, Curacao, Cipro, Danimarca, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guernsey , Herm, Hong Kong, Islanda, Irlanda, Isola di Man, Isole Faroe, Isole Vergini Britanniche, Italia, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Messico, Montserrat, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turks e Caicos, Ungheria, Barbados, Cile, Dominica, India, Niue, Seychelles, Uruguay, Trinidad e Tobago, Arabia Saudita, Australia, Brasile, Brunei, Canada, Cina, Costa Rica, Dar es Salaam, Grenada, Emirati Arabi, Indonesia, Israele, Giappone, Isole Marshall, Macao, Malesia, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, Singapore, Sint Maarten, Turchia.
Nota (SEO & trasparenza): elenchi Paesi e fonti ufficiali
L’elenco Paesi riportato sopra ha finalità divulgativa e può cambiare nel tempo (adesioni, sospensioni, relazioni di scambio attive).
Per una verifica “in tempo reale” è sempre opportuno consultare le fonti OCSE sul CRS.
Fonte OCSE (CRS – framework internazionale): consultazione→
Attenzione: “CRS/Scambio automatico”, “black list fiscale”, “liste antiriciclaggio” ed “elenchi UE” sono strumenti diversi, con finalità diverse. La scelta del Paese va fatta su stabilità bancaria, compliance e sicurezza, non su presunte “zone d’ombra”.
Hai altre domande o richieste di approfondimento in merito all’apertura di conti correnti esteri ? Chiamaci allo +390532240071 o al +393483610420
MI HANNO DETTO CHE POSSO APRIRE UN CONTO ESTERO NON DICHIARATO E ANONIMO. COME FACCIO?
Come aprire un conto corrente non rintracciabile? Purtroppo questa domanda ci viene fatta spesso. La risposta dell’Avvocato Bertaggia? NON aprirlo, innanzitutto perchè così facendo violi la legge, secondariamente perchè i paesi che non consentono lo scambio di informazioni bancarie sono caratterizzati da un altissimo rischio paese, sino a giungere alla volatilizzazione dell’intero patrimonio, oltre che a dei costi di gestione che possono superare il 30% di ogni singola operazione. Conti correnti esteri anonimi ? No grazie! Dove conviene aprire un conto corrente all’estero?
Aggiornamento (inizio 2026): “Paesi non collaborativi” e mito del conto estero “non rintracciabile”
Oggi parlare di “conto estero anonimo” o “non rintracciabile” è giuridicamente errato e, nella pratica, espone a rischi molto elevati: i sistemi di compliance bancaria e lo scambio automatico di informazioni (CRS/AEOI e, per l’orbita USA, FATCA) rendono la tracciabilità la regola. L’unico approccio corretto è aprire e gestire un conto estero per motivazioni lecite e con corretto inquadramento fiscale (monitoraggio e imposte dovute).
Nota operativa: la nozione di “Paesi non collaborativi” va letta oggi con riferimento all’avvio effettivo degli scambi CRS e alle relazioni di scambio attive. Esistono giurisdizioni che non hanno ancora “iniziato” lo scambio e Paesi che non hanno ancora fissato una data di avvio.
Inoltre, gli Stati Uniti non aderiscono al CRS (operano con FATCA/IGA), quindi “USA/territori USA” non vanno confusi con il CRS.
| Categoria | Cosa significa | Esempi (indicativi) |
|---|---|---|
| CRS “non ancora avviato” | Giurisdizioni che risultano impegnate ma non ancora partite con lo scambio automatico. | Nauru; Niue; Trinidad e Tobago; Giordania; Montenegro (oltre a situazioni di implementazione in evoluzione). |
| Senza data di avvio CRS | Paesi che non hanno ancora fissato l’anno del primo scambio CRS. | Algeria, Angola, Bielorussia, Benin, Bosnia ed Erzegovina, Botswana, Burkina Faso, Capo Verde, Cambogia, Ciad, Congo (Rep.), Costa d’Avorio, RD Congo, Gibuti, Rep. Dominicana, Egitto, El Salvador, Eswatini, Gabon, Guatemala, Guinea, Guyana, Haiti, Honduras, Lesotho, Liberia, Madagascar, Mali, Mauritania, Namibia, Niger, Macedonia del Nord, Palau, Filippine, Serbia, Sierra Leone, Sri Lanka, Tanzania, Togo, Uzbekistan, Vietnam, Zimbabwe. |
| USA (non CRS) | Gli Stati Uniti non aderiscono al CRS; operano con FATCA/IGA e altri canali di cooperazione. | USA e alcuni “collegamenti” con territori/istituzioni USA: attenzione a non confondere “non CRS” con “anonimato”. |
Messaggio chiave: se l’obiettivo è “non dichiarare”, la scelta è sbagliata.
La scelta corretta è valutare dove conviene aprire il conto in base a:
stabilità del Paese, solidità bancaria, costi trasparenti, operatività, e soprattutto corretta gestione fiscale.
Richiedi valutazione preventiva (conto estero lecito + compliance + RW/IVAFE)
CONTO IN UN PAESE BLACK LIST: QUALI CONSEGUENZE?
Gli Stati che non aderiscono nè applicano gli standard Ocse vengono inseriti nelle black list mondiali degli Stati che non garantiscono un adeguato scambio di informazioni, con conseguenze molto gravi: nessun operatore bancario, finanziario assicurativo o fiduciario potrà più lavorare con soggetti iscritti in queste liste e, se dovesse farlo, dovrebbe segnalarlo tempestivamente alle autorità del suo Paese che poterebbero, quindi, scambiare l’informazione con il Paese di residenza del contribuente. Cosa succede se non dichiaro un conto corrente estero?
Quindi o questi soldi li regali alla banca di uno di questi paesi, diversamente appena li si muovono si è scoperti. Concentratevi sulla sicurezza paese, non sulla segretezza paese, che non esiste più da tempo.
CON UN CONTO ESTERO POSSO OPERARE COME CON UN CONTO ITALIANO?
Assolutamente si, avrai l’operatività bancaria normale, carta di credito/debito, conto on line, possibilità di fare/ricevere dei bonifici; in definitiva sono garantite le normali operazioni bancarie con la massima rapidità ed efficienza. Nessun problema in questo.
HO DEI DEBITI: POSSONO PIGNORARMI IL MIO CONTO CORRENTE ESTERO?
Conto corrente estero non pignorabile, è così? In linea teorica nulla osta a che un creditore possa riuscire a pignorare il saldo attivo di un debitore estero. Bisogna distinguere:
CREDITORE PRIVATO
Potrà tranquillamente pignorare il tuo conto corrente. Ma prima deve sapere dove lo hai, in che stato, in che banca. Le possibilità sono molto remote, ed i costi che dovrà affrontare molto alti. Ovviamente dipende sempre dall’entità del debito. Un conto è intentare un’azione internazionale per pignorare 2.000 € un conto per 200mila.Conto corrente estero non pignorabile.
CREDITORE STATO: EQUITALIA PIGNORAMENTO CONTO CORRENTE ESTERO
Non possiamo escluderlo, secondo quanto previsto dalla Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE e dal Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008 ora sostituiti dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recentemente recepita dal Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149: tale direttiva europea detta norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro della UE (disciplina applicabile con decorrenza dall’1 gennaio 2012). La norma prevede uno scambio di funzionari delle autorità nazionali deputate al recupero dei crediti tributari, tra paesi membri della UE. In teoria quindi, ma solo fra i paesi membri della UE, non è da escludere una cooperazione tra l’Agenzia delle entrate-Equitalia e lo stato UE, per procedere al pignoramento dei beni intestati all’estero e del saldo presente sul conto corrente. Tutto dipende dall’entità del debito, ovviamente. Per i conti esistenti in paesi extra EU diventa tutto molto più complicato, ma questo sarà oggetto di un ulteriore approfondimento. In questi termini si può parlare di conto corrente estero non pignorabile, che non significa l’impignorabilità assoluta.

Hai altre domande o richieste di approfondimento in merito all’apertura di conti correnti esteri ? Chiamaci allo +390532240071 o al+393483610420
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Autore / Revisione legale: Avvocato Bertaggia (Ferrara) – Studio Legale Internazionale Bertaggia
Ambito: diritto internazionale e profili legali della gestione di conti esteri (compliance, residenza fiscale, tutela patrimoniale, contenzioso).
Contatti: +39 348 361 0420 – prenota una consulenza
Conclusioni
Aprire un conto corrente all’estero è perfettamente legale e, in molti casi, utile (lavoro, investimenti, trasferimenti internazionali,
esigenze familiari, pianificazione patrimoniale). Il punto decisivo, però, non è “dove aprirlo”, ma come gestirlo correttamente:
residenza fiscale, dichiarazioni (Italia: Quadro RW/IVAFE; Francia: 3916/3916-bis), documentazione bancaria e coerenza
delle movimentazioni con la tua situazione reddituale e patrimoniale.
Le scorciatoie (“conto anonimo”, “non tracciabile”, “segreto per il Fisco”) oggi non sono solo rischiose:
sono spesso giuridicamente errate e possono esporre a contestazioni e sanzioni molto rilevanti.
Perché rivolgersi allo Studio Legale Internazionale Bertaggia
- Impostazione preventiva dell’operazione (prima dell’apertura): motivazioni lecite, compliance e dossier documentale per la banca.
- Analisi residenza fiscale (Italia/Francia/UE) e corretta strategia dichiarativa, evitando omissioni e incoerenze.
- Gestione del rischio: sanzioni RW/IVAFE, profili “black list”, controlli CRS, impatti su pignoramenti e crediti (privati e pubblici).
- Assistenza continuativa anche da remoto (videoconsulenza) e supporto in fase di interlocuzione con intermediari e consulenti esteri.
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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo Conti correnti esteri: domande frequenti, in www.avvocatobertaggia.org
La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la redazione online né lo Studio Legale Internazionale Bertaggia. Non prendere mai decisioni fiscali o giuridiche senza prima avere consultato un avvocato esperto nella materia.
FAQ (risposte rapide)
Devo dichiarare un conto estero anche se non lo uso?
Sì, nella maggior parte dei casi conta la detenzione (e non solo l’uso). In Italia l’adempimento passa dal Quadro RW (con regole/soglie per conti e IVAFE);
in Francia un conto estero “opened/held/used/closed” va in genere dichiarato con il 3916/3916-bis.
Italia: quando posso essere esonerato dal Quadro RW per il conto estero?
Per depositi e conti correnti esteri l’esonero opera se il valore massimo complessivo nel periodo d’imposta non supera € 15.000,
ma l’RW torna dovuto se è dovuta l’IVAFE o se la giacenza media supera € 5.000.
Quanto è “riservato” un conto estero?
Verso i terzi privati può esserci una riservatezza elevata; verso lo Stato, invece, la regola è lo scambio automatico (CRS/FATCA) e la compliance bancaria.
Francia: quali strumenti devo usare per dichiarare i conti esteri?
In Francia si utilizza l’appendice 3916 / 3916-bis (conti bancari esteri, polizze estere e anche conti su asset digitali detenuti all’estero).
Che sanzioni rischio se non dichiaro?
Le sanzioni possono essere molto rilevanti e variano per Paese e fattispecie (in Italia, ad esempio, percentuali sul “non dichiarato” e aggravamenti in caso di “black list”).
È consigliabile valutare tempestivamente una strategia di regolarizzazione/gestione del rischio con un professionista.
Posso aprire un conto estero per una società italiana?
Sì, ma è più complesso: oltre alla società, la banca farà adeguata verifica su assetto proprietario, UBO/titolare effettivo, provenienza fondi e ragioni economiche dell’operazione.
Un creditore può pignorare un conto estero?
In astratto sì, ma dipende da importi, Paese, strumenti di cooperazione e conoscenza dell’esistenza del conto. Nei casi UE, alcuni meccanismi rendono la cooperazione più praticabile.
Articolo aggiornato al 04 Gennaio 2026
