Conto estero perchè aprirlo

CONTO ESTERO PERCHE’ APRIRLO

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Conto estero perchè aprirlo. Aggiornamento (Gennaio 2026). Questa guida ha finalità informativa e riassume i principali profili
di legalità, monitoraggio fiscale (RW/IVAFE), scambio automatico di informazioni (CRS/FATCA) e compliance antiriciclaggio.

Regola d’oro: il conto estero è lecito se i fondi sono leciti e correttamente dichiarati nello Stato di residenza fiscale.
In caso contrario, i rischi possono essere anche penali.

In 60 secondi: cosa trovi in questo articolo

  • Perché aprire un conto estero è legale (se fatto correttamente)
  • Motivi leciti: tutela patrimoniale, rischio Paese, valuta non‑Euro, efficienza bancaria
  • Come trasferire denaro in modo tracciabile (bonifico / contante / controlli UE)
  • Quando dichiarare: Quadro RW e IVAFE (soglie e casistiche)
  • Perché “conto estero segreto/non dichiarato” è una falsa promessa (CRS e scambi automatici)

 

Conto estero perchè aprirlo. Facendo seguito ai nostri precedenti articoli→ in materia di conti correnti esteri, pubblichiamo nel nostro Blog una guida ragionata completa, contenente le risposte a tutte le domande in materia di conto corrente estero, fra le quali: quando va dichiarato un conto estero? Cosa succede se non si dichiara un conto estero? Come si fa ad aprire un conto corrente all’estero?

Articolo a cura dellAvvocato Bertaggia di Ferrara→.

CONTO ESTERO PERCHE’ APRIRLO: E’ LEGALE?

Abbiamo già avuto ampiamente modo di dire che l’apertura di un conto corrente all’estero è un’operazione assolutamente in regola con la normativa legale italiana

Nessuno può impedire di aprire un conto corrente all’estero. Qualunque persona fisica o giuridica è autorizzato ad aprire all’estero un conto corrente per depositarvi i propri soldi. Come posso aprire un conto estero?

Non vi sono limiti nell’utilizzo legale dei propri soldi. Ovviamente purchè vengano rispettate le normative vigenti nello stato di residenza fiscale ed in quello ove i soldi vengono depositati.

Bisogna rispettare la normativa fiscale per aprire un conto corrente all’estero. Diversamente meglio non farlo: in tale caso è possibile subire notevoli problematiche→, anche penali.

Nota operativa (agg. 09/2025): legalità = tracciabilità + dichiarazione corretta

  • Provenienza lecita dei fondi e documentazione coerente (redditi, risparmi, vendita beni, dividendi, ecc.).
  • Tracciabilità dei flussi (di regola bonifico) e causali corrette.
  • Dichiarazione nel Paese di residenza fiscale (monitoraggio + imposte patrimoniali come IVAFE, se dovute).
  • Adeguata verifica / KYC: banche serie chiedono referenze, motivazione, prova fondi e residenza fiscale.

Se l’obiettivo è “non farsi vedere”, non è un conto estero: è un rischio (fiscale e penale).

 

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CONTO ESTERO PERCHE’ APRIRLO: LE MOTIVAZIONI VALIDE

Solo pochi concetti: debito pubblico italiano, agenzie di rating, default delle banche italiane (cosa, fra l’altro, non nuova), sicurezza dei propri risparmi.

Solo una risposta: tutelare il proprio patrimonio→. L’apertura di un conto corrente estero rientra nella più ampia categoria della tutela patrimoniale.

Motivo lecito Quando ha senso Vantaggio pratico Attenzioni (compliance)
Tutela patrimoniale Patrimoni da proteggere, esposizioni a rischio, diversificazione bancaria Riduzione del “rischio concentrazione” su un solo sistema Origine fondi, RW/IVAFE, coerenza con profilo cliente
Rischio Paese Incertezza macro/finanziaria, timore di misure straordinarie Diversificazione geografica e giurisdizionale Selezione banca/Paese + normativa locale
Valuta extra‑Euro Esigenze operative o protezione da rischio cambio/inflazione Gestione incassi/pagamenti in valuta Rischio cambio + reportistica corretta
Operatività internazionale Clienti/fornitori esteri, trasferte, investimenti fuori Italia Pagamenti più rapidi, talvolta minori costi bancari KYC rafforzata e motivazione economica

 

Nel mercato finanziario globale vi sono molti rischi, ma, a saper scegliere, molti meno che nel sistema finanziario italiano. Dobbiamo utilizzare gli strumenti nazionali ed esteri per poter telere i nostri legittimi interessi finanziari.

CONTO ESTERO: RISCHIO PAESE

In Italia, per scarsa cultura finanziaria, vi è ancora la convinzione che aprire un conto estero sia illegale. Non è così, purchè si rispetti la normativa italiana ed estera.

Aprire un conto all’estero può essere un positivo modo per sentirsi garantiti in caso di perdita di valore dei titoli italiani, ed anche nel caso di default del sistema finanziario nazionale.

Il maggior vantaggio nell’apertura di un conto estero è  quello di difendersi dal rischio Paese. Rischio che si identifica nella possibilità che la solidità del sistema finanziario nazionale possa crollare.

Inoltre se il conto estero è in area extra Euro, allora questo strumento è capace anche di tutelare sia sul fronte dell’inflazione sia su quello di un investimenti in valuta no Euro.

CONTO ESTERO: COME APRIRLO

Premettiamo che i patrimoni da trasferire devono derivare da fonti di reddito lecite e inoltre devono essere  stati dichiarati al fisco del paese di origine.

Solo in questo modo l’operazione di apertura di un conto corrente estero si può reputare pienamente legittima.

Un conto corrente estero può essere aperto anche in un paese offshore: anche in questo caso è assolutamente lecito pensare di aprire un conto Offshore: la normativa relativa alla compilazione del quadro RW→ della dichiarazione dei redditi resta identica.

CONTO CORRENTE ESTERO PERCHE’ APRIRLO: IN QUALE GIURISDIZIONE?

Dove conviene aprire un conto corrente estero? Questa è una domanda che può trovare una soluzione solo a seguito di un attento e preciso esame delle concrete aspettative e necessità del cliente. Il rischio paese, i costi bancari, la sicurezza della banca, la necessità di tutelare anzichè investire, rendono questa scelta difficile ed obbligatoriamente destinata a passare per una ben precisa fase consulenziale→.

Difatti, un conto è aprire un conto corrente estero a San Marino→, un altro è aprirlo a Panama→, ad esempio: le procedure di due diligence antiriciclaggio, pur sempre esistenti, avranno tempi e modalità molto differenti, così come le garanzie e le possibilità operative e gestionali del conto estero medesimo.

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CONTO CORRENTE ESTERO PERCHE’ APRIRLO: IL MOVIMENTO DI DANARO ITALIA ESTERO

Come mettere al sicuro i propri risparmi all’estero? Il trasferimento di somme di denaro su un conto corrente estero rappresenta un atto perfettamente legale, ineccepibile e lecito, purchè segua ben precise caratteristiche..

Questo purché, le somme trasferite, che devono essere lecitamente detenute, vengano versate tramite bonifico bancario, e ciò senza alcun limite di somma.

Possono anche essere versate in contanti, con il limite di € 9.999.99.

Chiarimento importante (agg. 09/2025): “limiti contante” NON sono tutti uguali

  • Ingresso/uscita UE: se porti € 10.000 o più (o equivalente) devi fare la dichiarazione alle Autorità competenti (controlli “cash controls”).
  • Italia (rapporti tra soggetti diversi): esiste un limite antiriciclaggio all’uso del contante per trasferimenti/pagamenti tra soggetti differenti (oggi 5.000 euro: oltre, strumenti tracciabili).
  • Conto estero “serio”: un versamento in contanti è spesso possibile, ma espone a più controlli KYC/AML e richieste sulla provenienza dei fondi.
Modalità Quando usarla Punto forte Rischi/criticità
Bonifico bancario Quasi sempre (standard) Massima tracciabilità + “storia” del denaro Causale/giustificativi da curare
Versamento contanti Solo se davvero necessario Immediato KYC rafforzata, verifiche, dichiarazioni e controlli
Strumenti tracciabili (carte / e‑banking) Gestione quotidiana del conto Operatività come in Italia Costi/limiti variabili per banca e Paese

 

Tutte le attività finanziarie connesse al trasferimento di somme di denaro verso l’estero, infatti, possone, e devono, essere visibili all’amministrazione dello stato.

Eseguire i trasferimenti di danaro in maniera corretta è basilare per poter dimostrare, in caso di controlli, che si è agito in maniera conforme a legge.

MONITORAGGIO FISCALE DEI CONTI CORRENTI ESTERI DETENUTI DA PERSONE FISICHE RESIDENTI IN ITALIA

Quando dichiarare i conti all’estero? Ogni conto corrente estero detenuto da un residente italiano va dichiarato all’amministrazione finanziaria dello stato, con obbligo di compilazione del quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche. Conto corrente estero RW.

MONITORAGGIO FISCALE ED IVAFE

Oltre alla disciplina sul monitoraggio fiscale l’indicazione dell’esistenza del conto corrente estero nella dichiarazione dei redditi deve essere effettuata anche ai fini del pagamento dell’IVAFE.

L’IVAFE è una imposta patrimoniale che colpisce i possessori di attività finanziarie detenute in Paesi esteri. Per i conti correnti l’importo dell’IVAFE da pagare annualmente, è fisso e pari a €. 34,20.

La Legge n. 186/2014 ha previsto che l’obbligo di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel periodo di imposta non sia superiore a €. 15.000,00.

Tuttavia, l’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’IVAFE, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a €. 5.000

 

Caso (residente fiscale in Italia) Monitoraggio (RW) IVAFE Nota pratica
Conto estero con valore massimo complessivo annuo ≤ 15.000 € In generale no (salvo IVAFE dovuta) Dovuta se giacenza media complessiva > 5.000 € La soglia 15.000 è sul “massimo”; la 5.000 sulla “media”
Conto estero con giacenza media > 5.000 € € 34,20/anno (per conti correnti e libretti) Anche se il massimo non supera 15.000 €
Omissione/compilazione incompleta RW Violazione Sanzioni amministrative anche elevate (valutano “Paese” e importi)

Nota “anti‑errori” (agg. 09/2025)

  • Delega di firma / disponibilità: l’obbligo può riguardare anche chi ha disponibilità o movimentazione del conto (non solo l’intestatario).
  • Conti cointestati: soglie e calcoli vanno ragionati “pro‑quota”.
  • Sanzioni: l’omessa indicazione RW può portare a sanzioni percentuali sugli importi non dichiarati, con aggravamenti in funzione del Paese.

CONTI CORRENTI ESTERI SEGRETI

Un aspetto particolare e frutto di molti false credenze è la possibilità di aprire un conto estero segreto o cifrato. Molti chiedono di aprire conto estero anonimo o di avere un conto corrente estero non dichiarato. Non si può fare né in un caso né nell’altro. Vediamo di capire il perchè.

Segretezza nei confronti dei privati: la risposta è affermativa. In generale qualsiasi conto corrente Offshore garantisce, innanzi ai terzi privati una riservatezza assoluta, il 100%.

Se invece per segretezza si presume la mancata conoscenza da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana dell’esistenza del conto estero stesso la risposta è negativa. Le Autorità Italiane debbono, e sono, obbligatoriamente, informate dell’esistenza dei conti detenuti all’estero da parte dei residenti fiscali italiani.

Perché il “conto estero segreto” verso il Fisco è (quasi sempre) un mito

Nel circuito bancario “regolato”, lo scambio automatico di informazioni (CRS, e FATCA per gli USA) rende strutturalmente
difficile pensare a conti “invisibili” alle Autorità fiscali del Paese di residenza.

  • CRS attivo: molte giurisdizioni hanno aderito allo standard OCSE con scambio annuale di dati sui conti.
  • Aggiornamenti CRS (09/2025): lo standard è in evoluzione (c.d. “amended CRS / CRS 2.0”) e l’OCSE ha collegato il tema anche ai nuovi standard su cripto‑asset (CARF). I primi scambi del nuovo set informativo sono attesi negli anni successivi (roadmap OCSE).

Tradotto: se un “intermediario” promette anonimato fiscale, di regola sta promettendo un problema.

 

La mancata dichiarazione è fonte di gravi sanzioni in capo a colui che non effettua la dichiarazione.

Ammesso che si apra un conto estero “segreto“, l’inconveniente a cui tutti non pensano è che l’utilizzo di tali somme, diviene poi virtualmente impossibile→.

CONTO ESTERO E CONTROLLI FISCALI

Molti credono che con l’apertura di un conto corrente estero si possa sfuggire ai controlli dell’Amministrazione finanziaria. Non è così. Neppure nel caso di conto estero online.

Si possono detenere i propri risparmi ovunque nel mondo: ma tali depositi devono essere dichiarati allo stato fiscale di residenza del proprietario delle somme. Conto corrente estero dichiarazione dei redditi.

Il conto corrente estero aperto da un soggetto residente fiscalmente in Italia obbliga alla dichiarazione nell’apposito quadro RW. Diversamente il conto corrente estero sarà causa di sanzioni e di notevoli problematiche che possono portare anche a risvolti penali→.

CONTO CORRENTE ESTERO: I PAESI DOVE VI È IL CONTO SEGRETO

Per chi vuole rischiare vi elenchiamo di seguito gli Stati Non Aderenti al CRS

Algeria, Angola, Benin, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Botswana, Burkina Faso, Cambogia, Capo Verde, Ciad, Congo (Repubblica del), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Eswatini, Gabon, Guatemala, Guinea, Guyana, Haiti, Honduras, Lesotho, Liberia, Madagascar, Mali, Mauritania, Namibia, Niger, Macedonia del Nord, Palau, Filippine, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Dominicana, Serbia, Sierra Leone, Sri Lanka, Tanzania, Togo, Uzbekistan, Stati Uniti d’America (scambio tramite FACTA), Vietnam, Zimbabwe.

CONTO CORRENTE ESTERO: IL FUNZIONAMENTO

L’istituto finanziario estero che eroga interessi su un conto corrente di un soggetto appartenente all’UE o extra UE lo comunica allo stato di residenza del contraente, unitamente a tutte le informazioni relative al conto corrente estero.

Non bisogna poi dimenticare che la normale operatività bancaria viene correntemente effettuata come in Italia, con home-banking, carta di credito o di debito, e quant’altro normalmente utilizzato per la gestione del conto corrente estero stesso, con costi che, molte volte, sono anche di gran lunga inferiori a quelli praticati in Italia.

In definitiva è possibile affermare come l’apertura di un conto corrente all’estero è un’attività che molte volte è realmente redditizia in tema di minori spese, miglior gestione, maggiore sicurezza sugli investimenti e maggior riservatezza nei confronti dei privati.

Il tutto purché si sia seguiti da un professionista che sia in grado di gestire nella massima correttezza legale e fiscale le operazioni di apertura di un conto corrente estero→.

INTERESSI SUL CONTO CORRENTE ESTERO

Il possesso di un conto corrente estero consente al titolare di percepire interessi calcolati sulle somme depositate.

Gli interessi costituiscono reddito di capitale, e come tali devono essere dichiarati nel Paese di residenza fiscale del soggetto che ha la disponibilità del conto corrente.

Questo significa che chi ha un conto corrente estero, ogni anno deve, nella dichiarazione dei redditi, evidenziare gli eventuali interessi percepiti sul conto.

Tali interessi, nell’ipotesi in cui siano stati già tassati dallo Stato ove è posto il conto corrente, vedono l’applicazione dell’articolo 165 del DPR n. 917/86, tramite il quale è possibile evitare la doppia tassazione del reddito attraverso l’applicazione di un credito di imposta calcolato in base alle imposte estere pagate, in questo caso sugli interessi esteri.

In questo modo l’imposta effettivamente pagata in Italia, sarà pari esclusivamente alla maggiore imposta dovuta rispetto a quella già applicata all’estero.

Si può anche optare per chiedere all’istituto finanziario estero di trasferire l’interesse percepito su un conto corrente gestito da un intermediario finanziario italiano, in modo tale che questi effettui la ritenuta alla fonte su tali interessi (con aliquota del 26%).

In tale maniera, non sarà necessario, per il soggetto titolare del conto estero, andare a dichiarare gli interessi percepiti in dichiarazione dei redditi.

COME APRIRE UN CONTO ESTERO?

Aprire un conto all’estero senza residenza. Dal punto di vista concreto, la modalità di apertura di un conto corrente estero per un soggetto non residente sono complesse, in alcune giurisdizioni in maniera particolare.

Senza un’adeguata due diligence anti riciclaggio diventa praticamente impossibile ottenere l’apertura di un conto corrente in una giurisdizione straniera seria.

La possibilità teorica di aprire un conto corrente estero personalmente sussiste sempre, ma in pratica è difficilissimo che un istituto di credito estero apra un conto corrente ad un no residente senza conoscerlo, senza un’adeguata presentazione bancaria, senza referenze e senza aver saputo, da professionista qualificato, le reali e giustificate motivazioni di tale richiesta di apertura di conto estero.

Clicca per avere la risposta alle più comuni domande in materia di apertura di conti correnti esteri→.

CONTO CORRENTE ESTERO SOCIETARIO

Aprire un conto corrente estero è possibile anche per una società di capitali. Con maggiori difficoltà.

In questi casi la due diligence ai fini anti riciclaggio deve obbligatoriamente comprendere tutti i soci della società italiana, e le motivazioni connesse all’apertura del conto corrente societario devono essere ancora più stringenti ed accurate rispetto a quanto richiesto per l’apertura di un conto personale.

Inoltre, deve essere tenuto in considerazione che alcuni Stati non consento l’apertura di un conto corrente alle società straniere rispetto alla nazione in cui viene richiesta l’apertura del conto. Conto estero perchè aprirlo.

CONTO CORRENTE ESTERO: LA NORMATIVA INTERNAZIONALE

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra paesi (Automatic Exchange Of Information – AEOI) basato sul modello introdotto dagli accordi intergovernativi (IGA Model 1) stipulati da diversi paesi con gli Stati Uniti al fine dell’implementazione della normativa statunitense FATCA.

Lo standard OCSE, definito Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari di FATCA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese.

L’impatto del CRS è esteso a numerosi paesi e più di 90 i paesi si sono già formalmente impegnati ad implementare il sistema di scambio automatico delle informazioni in relazione ai clienti persone fisiche ed entità fiscalmente residenti all’estero. Oltre 50 paesi, tra cui l’Italia hanno attivato gli obblighi CRS→ a partire dal 1° gennaio 2016.

Il che sta a significare che se anche uno crede (o gli viene fatto credere) che il suo conto possa essere riservato per lautorità italiana, in realtà non è così, annualmente la banca effettuerà, tramite la sua autorità fiscale, le debite comunicazioni all’Autorità Fiscale del paese di residenza del correntista straniero.

L’ISTITUTO BANCARIO ESTERO

La banca estera, di fronte alla nuova clientela (acquisita dopo l’entrata in vigore della normativa – a partire dal 1° gennaio 2016), la censirà sulla base delle attuali normative antiriciclaggio di adeguata verifica, a cui sarà aggiunta una certificazione e/o autocertificazione di residenza fiscale.

Non è prevista per la nuova clientela la classificazione High Value Account o Lower Value account tuttavia, allo stato attuale della normativa, è previsto un controllo annuale, in carico al responsabile del rapporto, che certifica eventuali specificità che, sulla base della propria conoscenza, possano avere causato la variazione dello status di residenza fiscale del cliente (“change in circustances“).

ELENCO PAESI CHE ADERISCONO AI CRS AL 16/05/23

Praticamente tutte le nazioni rilevanti ed importanti del mondo:

FIRMATARI DELL’ACCORDO MULTILATERALE CON LE AUTORITÀ COMPETENTI SULLO SCAMBIO AUTOMATICO DI INFORMAZIONI CONTABILI FINANZIARIE E DATA PREVISTA PER LO SCAMBIO DELLE PRIME INFORMAZIONI

Status as of 15 Gennaio 2026

Albania, Andorra, Anguilla, Antigua e Barbuda, Argentina, Aruba, Australia, Austria, Azerbaigian, Bahamas, Bahrain, Barbados, Belgio, Belize, Bermuda, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina (Repubblica Popolare Cinese), Cipro, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Curaçao, Danimarca, Dominica, Ecuador, Estonia, Faroe (Isole Faroe), Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Ghana, Gibilterra, Giappone, Giordania, Grecia, Groenlandia, Grenada, Guernsey, Hong Kong (Cina), India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Isola di Man, Italia, Jamaica, Jersey, Kazakistan, Kenya, Kuwait, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macao (Cina), Malaysia, Maldive, Malta, Mauritius, Messico, Moldavia, Monaco, Montenegro, Montserrat, Marocco, Nauru, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Panama, Perù, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, San Marino, Arabia Saudita, Seychelles, Singapore, Sint Maarten, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Turchia, Turks e Caicos, Uganda, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Vanuatu, Vietnam

L’adesione al CRS comporta scambio automatico annuale di informazioni finanziarie con lo Stato di residenza fiscale del titolare del conto.
Aderire al CRS ≠ riservatezza fiscale: i conti detenuti in questi Paesi da residenti italiani sono oggetto di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

CONTO ESTERO ANONIMO: NON APRIRLO

Purtroppo questa domanda ci viene fatta spesso, lo abbiamo già ribadito in nostri precedenti articoli, lo ribadiamo anche in questa sede.

La risposta? NON APRIRE IL CONTO ESTERO ANONIMO.

Innanzitutto perché così facendo violi la legge, secondariamente perché i paesi che non consentono lo scambio di informazioni bancarie sono caratterizzati da un altissimo rischio Paese, sino a giungere alla volatilizzazione dell’intero patrimonio, oltre che a dei costi di gestione che possono superare il 30% di ogni singola operazione.

Per farti un’idea ecco la lista dei Paesi ad oggi non collaborativi a livello di scambio di informazioni bancarie con l’Italia:

Barbuda, Brunei, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Vergini statunitensi, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Salomone, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Ora fatti una ricerca sulla solidità bancaria e finanziaria di quei luoghi e prova a pensare se ti sentiresti sicuro ad aprire un conto corrente in una di quelle giurisdizioni.

Non ci dilunghiamo neppure a spiegare il perché, è facilmente intuibile. I conti anonimi e non dichiarati non si aprono e, se uno è disposto a violare la legge ed a farlo, il rischio della perdita di tutto è molto alto. Evitate.

POSSONO PIGNORARE UN CONTO CORRENTE ESTERO?

In linea teorica nulla osta a che un creditore possa riuscire a pignorare il saldo attivo di un debitore estero. Anche se molti credono che esista un conto online estero non pignorabile. Esistono anche molte Agenzie Investgative privare che effettuano indagini per scoprire l’esistenza di conti correnti esteri→.

Bisogna distinguere: CREDITORE PRIVATO

Il creditore privato potrà tranquillamente pignorare il tuo conto corrente. Ma prima deve sapere dove lo hai, in che stato, in che banca.

Le possibilità sono molto remote, ed i costi che dovrà affrontare molto alti.

Ovviamente dipende sempre dall’entità del debito.

Un conto è intentare un’azione internazionale per pignorare per mille euro un conto per cento mila.

Aggiornamento utile (UE): conti in UE e creditori privati

Per conti situati in Paesi UE, esiste uno strumento specifico per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti civili/commerciali:
la procedura di Ordinanza Europea di Sequestro Conservativo su Conti Bancari (EAPO).

Questo non significa “pignoramento automatico”: resta decisivo sapere dove si trova il conto, avere un titolo/azione idonea e rispettare la procedura.

Crediti tributari (UE): cooperazione tra Stati

In ambito UE, per taluni crediti tributari opera la disciplina di mutua assistenza al recupero tra Stati membri (con recepimento in Italia).
Per conti extra‑UE, la fattibilità dipende da trattati, cooperazione e costi.

 

CREDITORE STATO

Come abbiamo già detto nei nostri precenti articoli, a cui ci rifacciamo, non possiamo escluderlo, secondo quanto previsto dalla Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE e dal Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008. Poi sostituiti dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recentemente recepita dal Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149.

Tale direttiva europea detta norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro della UE (disciplina applicabile con decorrenza dal primo gennaio 2012).

La norma prevede uno scambio di funzionari delle autorità nazionali deputate al recupero dei crediti tributari, tra paesi membri della UE.

In teoria quindi, ma solo fra i paesi membri della UE, non è da escludere una cooperazione tra l’Agenzia delle Entrate e lo stato UE, per procedere al pignoramento dei beni intestati all’estero e del saldo presente sul conto corrente.

Tutto dipende dall’entità del debito, ovviamente. Per i conti esistenti in paesi extra EU diventa tutto molto più complicato. Conto estero perchè aprirlo.

CONTO CORRENTE ESTERO: LE CONCLUSIONI

Prima di proseguire leggi questo nostro articolo→, e capirai perchè devi andare solo da dei professionisti per ogni attività collegata all’estero.

Naturalmente fare da solo non è conveniente→, mai: in caso di apertura di conto estero è sconsigliatissimo. Se non sei esperto ma soprattutto se non hai un intermediario finanziario affidabile, potresti trovarti ad avere delle problematiche.

Considera che ci sono tantissime offerte in giro per aprire conti correnti all’estero, anche in pochi giorni e con pochi adempimenti. Attenzione! La possibilità che dietro queste offerte ci siano conti pochi chiari, o condizioni diverse da quelle preventivate è reale.

CONCLUSIONE: perché aprire un conto estero “bene” è diverso dal “farlo e basta”

Aprire un conto corrente estero può essere una scelta perfettamente lecita e razionale, ma oggi (tra KYC/AML, CRS, controlli su contante e monitoraggio fiscale)
la differenza tra un’operazione protettiva e un’operazione rischiosa è quasi sempre nella qualità del metodo.

Perché rivolgersi allo Studio Legale Internazionale Bertaggia

  • Analisi preventiva del tuo obiettivo (tutela vs operatività vs valuta) e dei rischi (Paese, banca, compliance).
  • Scelta della giurisdizione e dell’intermediario con criteri legali e pratici (non “liste” generiche).
  • Impostazione documentale coerente (motivazione, prova fondi, residenza fiscale, tracciabilità).
  • Coordinamento con i profili fiscali (RW/IVAFE) per evitare errori formali che generano accertamenti.
  • Approccio conservativo: niente scorciatoie, niente “conti anonimi”, solo soluzioni sostenibili nel tempo.

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Speriamo che le informazioni fornite in questo documento siano state utili e informative per comprendere l’importanza e i vantaggi di aprire conti correnti esteri. Se sei interessato a saperne di più o se desideri procedere con l’apertura di un conto corrente estero in modo sicuro e legale, ti invitiamo a rivolgerti a noi presso lo Studio Legale Internazionale Bertaggia. Il nostro team di esperti è pronto ad assisterti nel processo di apertura del conto e a rispondere a tutte le tue domande.

Conto estero perchè aprirlo. Presso lo Studio Legale Internazionale Bertaggia, garantiamo un servizio professionale, affidabile e confidenziale per tutte le tue esigenze finanziarie internazionali. Siamo specializzati nell’assistenza a clienti provenienti da diverse parti del mondo e offriamo soluzioni personalizzate per soddisfare le tue esigenze specifiche.

Non esitare a contattarci per una consulenza. Siamo qui per aiutarti a fare scelte finanziarie informate e a garantire la tua tranquillità nel gestire i tuoi affari finanziari internazionali.

Per prenotare una consulenza o per ulteriori informazioni, ti invitiamo a contattarci ai nostri recapiti forniti di seguito. Siamo ansiosi di assisterti nel raggiungere i tuoi obiettivi finanziari internazionali. Conto estero perchè aprirlo.

FAQ – Conto corrente estero: domande frequenti

1) È legale aprire un conto corrente all’estero?

Sì. È lecito per persone fisiche e giuridiche, purché l’operazione sia coerente con le norme fiscali (monitoraggio/IVAFE) e con gli obblighi antiriciclaggio della banca (KYC, adeguata verifica, origine lecita dei fondi).

2) Quando va dichiarato un conto estero (quadro RW)?

In linea generale, i residenti fiscali italiani devono monitorare i conti esteri. Esistono soglie e casi particolari (valore massimo, giacenza media e IVAFE). In dubbio: meglio una verifica preventiva, perché l’errore è spesso “formale” ma costoso.

3) Cos’è l’IVAFE e quanto si paga sul conto corrente estero?

L’IVAFE è un’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero. Per conti correnti e libretti, l’importo annuo è fisso (di regola € 34,20) quando dovuto.

4) Cosa succede se non dichiaro un conto estero?

La mancata compilazione può comportare sanzioni amministrative anche elevate e, in casi specifici, profili ulteriori. La gestione corretta (anche con regolarizzazione nei casi consentiti) va valutata con un professionista.

5) Esiste un “conto estero anonimo” o “segreto” verso l’Agenzia delle Entrate?

No: è una falsa credenza. Con CRS/FATCA e l’operatività bancaria tracciata, l’idea di “invisibilità fiscale” è, nella pratica, un rischio e non una strategia.

6) Posso trasferire soldi dall’Italia all’estero liberamente?

Il trasferimento è lecito se i fondi sono leciti e tracciabili. Di regola si usa il bonifico; il contante comporta regole e controlli specifici (soprattutto in entrata/uscita UE oltre determinate soglie).

7) Quanto è difficile aprire un conto estero da non residente?

Dipende dalla banca e dalla giurisdizione. Le banche “serie” richiedono adeguata verifica (KYC), motivazione, documenti e prova fondi. L’assistenza professionale riduce tempi e rischi di rifiuto.

8) Un conto corrente estero è pignorabile?

In astratto sì, ma la concreta pignorabilità dipende da Stato, banca, procedure e (soprattutto) dalla possibilità del creditore di individuare il conto. In UE esistono strumenti dedicati per il recupero transfrontaliero.

9) Perché conviene farsi seguire dallo Studio Bertaggia?

Perché l’obiettivo non è “aprire un conto”, ma aprirlo in modo difendibile: banca/Paese giusti, documentazione coerente, flussi tracciabili, impostazione corretta degli adempimenti e riduzione del rischio di contestazioni.

10) Come posso contattarvi subito?

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo Conto estero perchè aprirlo, in www.avvocatobertaggia.org

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Articolo aggiornato al 15 Gennaio 2026

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